Gioco
Banditi armati di fucile rapinano una farmacia
Prato, il colpo è stato messo a segno in via delle Miccine a San Giorgio a Colonica. I rapinatori sono fuggiti a bordo di un'auto. Uno dei farmacisti: "Mi ha puntato l'arma contro il petto. Dopo aver preso i soldi voleva i cellulari. Ho alzato la voce, volevo che se ne andasse"
PRATO. E’ entrato all’ora di chiusura. Mancavano pochi minuti e nella farmacia D’Ascoli di via delle Miccine a San Giorgio a Colonica c’erano solo i tre farmacisti. Due nello spazio al pubblico, un terzo sul retro. L’uomo aveva il volto coperto da un passamontagna e brandiva un fucile a canne parallele. “State in silenzio e datemi tutto l’incasso”, ha urlato il rapinatore andando incontro a uno dei due farmacisti, quello più robusto, puntandogli l’arma contro il petto. E guardando la porta più volte con lo sguardo mentre si muoveva e intimava loro di consegnargli tutto quello che c'era in cassa.
Il farmacista, quello col fucile puntato, non ha ovviamente opposto resistenza: ha aperto la cassa e gli ha dato le banconote. Ma il rapinatore non riteneva fosse sufficiente. “Ha chiesto anche i soldi spiccioli – racconta il farmacista – e io glieli ho dati. Anzi. Glieli ho messi anche in un sacchetto sperando che se ne andasse più velocemente. Ma il rapinatore, accento slavo, ha guardato il collega (il titolare della farmacia ndr) e ha chiesto ancora soldi. Lui allora ha sfilato il cassetto della cassa per far vedere che non c’era più nulla. Pensavamo desistesse e invece…”.
Il rapinatore sempre con l’arma in mano sembrava non avesse fretta di andarsene. Ha preso perfino degli occhiali da sole da un espositore e ha chiesto ai due medici i cellulari. “Abbiamo detto che non li avevamo – è sempre il farmacista a parlare – ed io ho cominciato ad alzare la voce. Come per agitarlo, per fargli capire che a quel punto doveva andarsene. Volevo uscisse, la situazione stava andando troppo avanti. Il pensiero che avevo lì per lì era che suonasse a quel punto un cellulare. Sapevo si sarebbe agitato di più. Ho subito tante rapine quando lavoravo al sud e ho ritenuto che quello fosse il modo più giusto per reagire. Mi sono spostato con lui dietro fino alla porta, sempre parlando a voce molto alta, e solo a quel punto è uscito. E' salito su un’auto e mentre saliva non ha mai abbassato il fucile, lo aveva sempre puntato contro di me. A bordo dell'auto (poi risultata rubata ndr) c’era un complice”.
I rapinatori se ne sono quindi andati con un bottino di circa mille euro. “Non credo di aver osato troppo", commenta il farmacista. "Mi sono reso conto che se alzavo la voce lui era infastidito e più predisposto ad andarsene. Ho ritenuto di fare la cosa migliore. Guardava la porta, non saprei dire perché alla fine abbia esitato così a uscire. Temevo che la rapina gli potesse sfuggire di mano se non se ne fosse andato".
Il collega che era sul retro non si è neppure accorto di quanto stava accadendo. Glielo hanno riferito i colleghi mentre hanno dato l’allarme alla polizia che è arrivata sul posto e ha diramato le ricerche. L'auto su cui i rapinatori sono fuggiti è un Fiorino bianco. La farmacia l'ultima volta è stata rapinata nel maggio del 2007.
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