Il Tirreno

Prato

Abiti per tutti, dal nipote al nonno

di Azelio Biagioni
Il commerciante Roberto Bartolini
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Il commerciante Roberto Bartolini

Il 1964 fu un anno importante per Roberto Bartolini: aprì il negozio in via del Serraglio e sposò Vanna Cocchi

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PRATO. Da oltre 50 anni Roberto Bartolini svolge la sua attività di commerciante. In pratica, stare dietro al bancone è la sua vita. E proprio per la lunga attività, lui e la moglie Vanna Cocchi, sono stati premiati con l'Aquila di diamante per il mezzo secolo a servizio della città nell'ambito del commercio.

Dal 1964 Roberto Bartolini gestisce il negozio di abbigliamento "3 chic" in via del Serraglio. E il 1964 è un anno importante per il commerciante che non solo apre la sua attività ma sposa la signora Vanna con la quale porta avanti il negozio di via del Serraglio. Ricorda perfettamente la data in cui rilevò la merceria che c'era in quel fondo.

«Era il 18 aprile del 1964 - rammenta Bartolini - e rilevai la vecchia merceria Berlinda. Iniziai seguendo un po' la scia di quell'attività, quindi vendendo biancheria intima, merceria e maglieria uomo e donna per poi allargare il locale due anni dopo. Dal 1989 ho deciso di dedicarmi solo ed esclusivamente all'abbigliamento maschile».

E così il negozio è diventato un punto di riferimento per chi ama vestirsi bene: elegante o con un look più giovanile. «Ci sono clienti che continuo a servire ancora oggi - dice Bartolini - erano ragazzi quando vennero da me per la prima volta e adesso sono uomini. Nel mio negozio per il genere di abbigliamento che tengo servo nonni, babbi e nipoti». Da "3 chic" si possono trovare camicie, maglieria, confezioni in genere più gli accessori come le cravatte e cinture. «Tengo solo capi di prima qualità a prezzi giusti - spiega Roberto Bartolini - le persone che vengono da me si trovano bene e ho la clientela affezionata. Faccio questo lavoro con amore e passione, mi piace seguire e consigliare il cliente che deve rimare soddisfatto».

Bartolini si sofferma poi a parlare della strada dove si trova il suo negozio, un tempo una delle vie più commerciali e piena di vetrine. Ora si salva solo la parte superiore, quella verso via Cavallotti. Nella zona che va verso piazza Duomo pochissime sono le attività commerciali rimaste.

«I centri commerciali ci hanno ammazzato - sostiene il commerciante - Nel raggio di pochi chilometri ce ne sono diversi e questo ha portato a far chiudere diverse attività. E in questa via non c'è più un negozio di richiamo che porta gente». Bartolini è d'accordo sul fatto che vengano riportati uffici in centro (come quelli della Sori in piazza San Francesco, ndr). «Questo vuole dire più persone che gravitano nel cuore della città - sostiene - E ben vengano le telecamere per la sicurezza che saranno collocate anche nella nostra zona. E' vero che è cambiato il consumismo, non siamo più negli anni Settanta e il commercio soffre, ma visto il momento in cui ci troviamo posso ritenermi soddisfatto delle vendite natalizie». Roberto Bartolini abita appena fuori dal centro storico ma ogni giorno dopo pranzo si concede oltre un'ora di passeggiata fra le vie e le piazze della città. «Vedo quanti negozi hanno tirato giù la saracinesca - commenta - Credo che il futuro sia da ricercare nel turismo, a Prato ci sono tante cose belle da vedere. Noto diversi turisti che fotografano, ad esempio, il Pulpito di Donatello o che sostano in qualche locale per consumare il pranzo. Si potrebbero creare pacchetti ad hoc - termina Bartolini - affinché chi arriva da fuori scelga Prato come meta per dormire e visitare non solo la nostra ma anche le città vicine».

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