Gioco
Marcella e Domenico, amore senza fine
A Pistoia l’ultimo saluto alla coppia di novantenni che si sono spenti a poche ore di distanza l’uno dall’altra
PISTOIA. «Pur nel lutto e nel dolore quel che è accaduto a Domenico e Marcella è un evento straordinario». Don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro alla periferia ovest di Pistoia, è una persona pratica che vive il suo ministero più con gli atti che con la retorica della parola. Ma questa volta, nella chiesa alla periferia ovest di Pistoia dove ieri mattina si è celebrata la messa funebre per Marcella Conti e Domenico Luciani, non ha potuto far meno di sotolineare la singolarità della morte di questa affiatatissima coppia di novantaduenni, avvenuta a dodici ore di distanza. Una consegna nelle mani di Dio non casuale, secondo il prete, ma dettata dall’amore che li ha sempre uniti, fino a rendere vana e vuota l’assenza del coniuge anche solo per poche ore: la donna, che ultimamente non era tanto in sé, ha ritrovato la piena lucidità con la morte del marito e non ha retto al dolore. Domenico, che pure dei due era quello in migliori condizioni di salute, è stato il primo ad andarsene, alle 8 del mattino di giovedì. Marcella lo ha seguito alle 20, lasciando nella costernazione più cupa i familiari e i conoscenti. Lacrime di dolore, ieri mattina nella chiesa pistoiese dove si sono radunati parenti e amici. Ma anche fede e impegno sociale in nome dei coniugi Luciani. «Abbiamo chiesto di non portare fiori, ma di devolvere una somma in favore dell’attività del parroco di Vicofaro - dice la figlia Antonietta Luciani - Ci siamo molto legati a lui perché apprezziamo la sua attività di accoglienza nei confronti dei migranti. Anche il mio babbo, ex operaio, lo è stato, essendo venuto a Prato dalla Puglia. Ed è anche il motivo per cui l’anno scorso, coronando un suo sogno, abbiamo comprato una casa sulle colline di Piteccio, in via Fontana Camporicciano. Ci siamo andati ad abitare con tutta la famiglia il 19 dicembre. Peccato che mio padre non si sia potuto godere la campagna che tanto amava se non per poche settimane». Il funerale si è concluso proprio nel piccolo cimitero della frazione pistoiese, dove la coppia è stata seppellita. Il legame con gli immigrati africani ospiti della parrocchia di Vicofaro, è diventato ancora più forte da quando alcuni di loro hanno frequentato la famiglia: «Negli ultimi tempi qualche volta alcuni di questi ragazzi ospiti nelle due comunicatà di don Biancalani sono venuti a casa nostra. Si erano affezionati ai miei genitori, tanto da chiamarli nonni». La figlia, prima persona a trovare il corpo senza vita del padre, descrive così i genitori: «Erano due persone davvero uniche nella loro semplicità - dice ancora Antonietta Luciani - Sempre insieme dal 1943, prima come fidanzati, poi due anni dopo da sposati. Mio padre chiamava mia madre “principessa”». La donna vuole ringraziare tutte le persone che le sono vicine in questi giorni e quelle che sono state importanti nell’ultimo periodo della vita dei genitori: oltre al parroco pistoiese, la badante Polanda che l’ha aiutata nell’ultimo anno e mezzo. «Ringrazio Arcangela, la sorella di mio padre, che ultimamente mi diceva di non averlo mai visto così felice».
Del funerale si sono occupati gli addetti del servizio funebre della Croce Verde di Pistoia, che in via eccezionale ha allestito una camera ardente comune per i due coniugi.
Francesco Albonetti
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