La Natività ospitata in un canotto
La parrocchia dove c’è stato il funerale si distingue per l’accoglienza ai profughi
PISTOIA. Le due bare di Domenico Luciani e Marcella Conti allineate davanti all’altare. Ma tra le bare e l’altare, nella chiesa di Vicofaro a Pistoia, c’è un presepe molto particolare: la Natività è ospitata in un canotto, simbolo dei profughi che s’imbarcano in Libia e raggiungono le coste siciliane. L’accoglienza dei profughi e le iniziative volte a trovare loro un’occupazione, sono il tratto che contraddistingue l’attività del parroco don Massimo Biancalani, che è diventato un amico della famiglia Luciani. Attualmente sono 24 i migranti che fanno capo alla parrocchia, di cui 12 ospitati a Vicofari e altri 12 a Ramini (Biancalani è parrocco anche di questa frazione pistoiese). Una delle ultime attività intraprese da Biancalani insieme a don Alessandro Carmignani, parroco di Marliana, è quella del “sarto subito”, che vede impegnati alcuni profughi del Gambia nel lavoro sartoriale. I migranti lavorano a macchina rammendando i vestiti dei loro compagni, si cuciono i loro abiti tradizionali e coloratissimi, creano borse e zaini in stoffa.
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