Il Tirreno

Prato

Truffatore tradito dal Jack Russel

Si è fatto dare i codici delle carte di credito dai clienti e ha comprato un cane

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PRATO. Ha usato i codici delle carte di credito dei clienti dello studio dentistico in cui lavorava per fare acquisti on line di vario tipo e di natura personale, ma i carabinieri di Carpi sono riusciti a risalire al suo computer e a denunciarlo per truffa. Particolare singolare, il truffatore è stato inchiodato anche attraverso un cucciolo di Jack Russel, comprato in Rete e ritrovato nella sua abitazione dai militari. Aveva acquistato on line anche un cane, infatti, il trentenne residente a Vaiano, in provincia di Prato, che nel febbraio dello scorso anno ha lavorato presso uno studio dentistico di Carpi.

L'uomo è stato assunto in prova e ricopriva la mansione di front office, un ruolo che gli consentiva un contatto molto stretto e frequente con i vari clienti che vanno e vengono dallo studio. Alla fine di marzo, il dipendente è stato licenziato ed è ritornato a Prato, senza, però, dimenticarsi i riferimenti dei clienti che ha conosciuto durante il periodo di lavoro a Carpi. Nel mese di aprile, infatti, l'uomo ha iniziato a contattare telefonicamente le persone incontrate nello studio. Durante le telefonate diceva loro che avrebbe dovuto entrare in possesso del codice della loro carta di credito perché, a seguito delle prestazioni effettuate dallo studio dentistico, erano risultati degli errori nella contabilità. Una decina di clienti ha riposto fiducia nel trentenne, il quale, una volta ottenuti gli estremi delle carte di credito ha iniziato una sfrenata serie di acquisti su internet. Il truffatore ha comprato di tutto: da accessori tecnologici fino, appunto, a un cucciolo di Jack Russel. La somma complessiva che il trentenne ha rubato ai clienti dello studio dentistico è stata pari a 6mila euro. Le vittime del raggiro hanno notato gli ammanchi sul proprio conto corrente e gli acquisti che di volta in volta venivano effettuati. I carabinieri hanno svolto un lavoro certosino fatto di accertamenti informatici e non solo: attraverso le tracce lasciate dal pratese sono riusciti a risalire all'autore della truffa. Tramite gli acquisti fatti on line, infatti, è stato possibile capire quale fosse il codice Ip del computer dal quale partivano gli ordini. Una volta ottenuto quello si è risaliti, poi, alla linea telefonica del trentenne. Una volta arrivati a casa del pratese, poi, i militari hanno trovato il Jack Russel: un'ulteriore prova che si trattava del colpevole che i carabinieri hanno quindi provveduto a denunciare per truffa aggravata e continua e per indebito utilizzo di carte di credito.

Serena Arbizzi

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