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Prato

Arrestato per la violenza su una minore

Arrestato per la violenza su una minore

Ai domiciliari il figlio dell’ex vice sindaco Borchi: meno di un mese fa era stato premiato per i soccorsi in via Toscana

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PRATO. Dalle stelle alle stalle in meno di un mese. Dai ringraziamenti pubblici agli arresti domiciliari con un’accusa infamante: violenza sessuale su una minore. Questa la parabola di Gabriele Borchi, assicuratore di 38 anni, figlio dell’ex vice sindaco Goffredo Borchi e membro della segreteria provinciale di Forza Italia, oltre ad essere stato consigliere della Circoscrizione sud in quota Pdl.

Lo scorso 19 dicembre Borchi è stato premiato in Comune, alla presenza del vice sindaco Faggi e del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Grandini, per essere stato tra i primi a soccorrere i sette operai cinesi morti nell’incendio della confezione Teresa Moda il 1° dicembre 2013. Ieri mattina, meno di tre settimane dopo, i carabinieri di Vaiano hanno bussato alla porta della sua casa per notificargli un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, firmata dal gip Angela Fantechi su richiesta del sostituto procuratore Antonio Sangermano. L’accusa, come detto, è quella di violenza sessuale su una ragazzina che all’epoca dei fatti (primavera 2014) non aveva ancora compiuto 14 anni.

Secondo quanto appreso, a far scattare le indagini è stata una denuncia della madre della ragazzina, presentata qualche mese fa. La figlia si era confidata con la madre dopo la fine della relazione con l'indagato e la donna ha aspettato ancora qualche mese prima di rivolgersi alla Procura. Successivamente la ragazzina è stata ascoltata a lungo sui fatti in questione, che le indagini collocano tra la primavera del 2014 al 1° gennaio 2015.

I carabinieri della stazione di Vaiano hanno raccolto elementi che, secondo gli inquirenti, sono la prova che tra il trentottenne e la ragazzina ci sono stati numerosi rapporti sessuali, anche se non completi, alcuni dei quali “consensuali”. Ma l'eventuale consenso per la legge è irrilevante quando la parte lesa ha meno di 14 anni. Le norme in materia stabiliscono il principio che l'integrità fisica e psichica del minore è comunque inviolabile.

L'indagato, che fa anche parte dell'Associazione nazionale carabinieri ed è difeso dall’avvocato Massimiliano Tesi, sarebbe entrato in contatto con la quattordicenne in quanto amico di famiglia dei genitori, proponendosi di aiutarla a fare i compiti. Poi, a partire dalla primavera 2014, le cose sarebbero cambiate. La relazione sarebbe andata avanti fino al 1° gennaio 2015, quando fu la stessa ragazzina a troncarla per fidanzarsi con un coetaneo. Ma nell'agosto 2015, sempre secondo quanto emerso dagli accertamenti dei carabinieri, ci sarebbe stato un episodio di toccamenti non voluti dalla ragazzina durante una vacanza all'estero, il gemellaggio tra Prato e una cittadina tedesca.

Forse è stato quest’ultimo episodio a convincere la ragazza che era meglio confidarsi con la madre. Da quel momento sono passati poi altri mesi perché la donna aveva paura che un’indagine penale avrebbe potuto indirettamente danneggiare la figlia, ma alla fine ha prevalso la volontà di chiedere giustizia.

Gli inquirenti hanno tenuto a sottolineare che le cariche ricoperte dall'indagato non hanno alcuna relazione coi fatti che gli vengono contestati. Borchi sarà interrogato a breve in Procura.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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