Il Tirreno

Prato

Consuelo Ciatti protagonista de "La Dea dei serpenti"

di Camilla Bernacchioni
Consuelo Ciatti
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Consuelo Ciatti

L'attrice pratese porterà in teatro il testo di Giovanni Nuti. Sarà uno spettacolo tutto made in Prato: le musiche affidate a Valeria Caliandro, i costumi alla stilista Eleonora Lastrucci

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PRATO. Diventerà uno spettacolo "La Dea dei serpenti" la raccolta di poesie del medico e musicista pratese Giovanni Nuti, un vero spettacolo, scrive lui stesso su facebook indicando già chi sta tessendo la tela della storia: l'attrice Consuelo Ciatti e la musicista Valeria Caliandro, pratesi anche loro così come la stilista che lavorerà al costume della Dea, Eleonora Lastrucci. Il lavoro è appena iniziato e bisognerà aspettare il 2017 inoltrato prima di vedere questo "vero spettacolo", tutto made in Prato quasi per caso.

«Io e Giovanni (Nuti ndr) ci conosciamo da tanto tempo - rivela Ciatti - abbiamo collaborato in varie occasioni». L'ultima in ordine di tempo, lo scorso ottobre, in cui l'attrice pratese, indossando un abito speciale realizzato proprio da Lastrucci, ha letto alcuni brani tratti dalla seconda edizione del romanzo di Nuti "Anima scalza" all'Art Hotel Museo di Prato. «Sono molto contenta di lavorare con lui e di avventurarmi in questo nuovo viaggio poetico al femminile - prosegue Ciatti - come dico io, il nostro è stato un incontro per elezione reciproca». Il poema "La Dea dei serpenti", uscito nel 2015, è, per dirla con Nuti, un "viaggio poetico lungo i momenti germinativi dell'identità europea attraverso la personificazione e la voce della dea minoica, signora degli animali, segnata dall'emblema del serpente tra le mani, della colomba sul capo e dal leone come nudità solare del suo petto". E non è un caso che a compiere questo nuovo viaggio poetico sia stata chiamata proprio Ciatti che, oltre ad aver lavorato al cinema con registi come Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Michele Placido, Citto Maselli, da tempo studia e sperimenta la lettura scenica di testi poetici anche di letterature oltre Europa come quella americana e persiana. Una cifra stilistica, la sua.

E per questo è stata coinvolta anche per celebrare Andreij Tarkovskij a 30 anni dalla morte attraverso un 'concerto poetico' su poesie di Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij, grande poeta russo del '900 e padre del regista. Un omaggio, in programma il prossimo 19 gennaio alle 18 all'Istituto Francese di Firenze (piazza Ognissanti) che prevede la lettura da parte dell'attrice pratese di una serie di poesie di Tarkovskij padre e di qualche poesia inedita del regista, con l'accompagnamento al pianoforte di Stefano Maurizi, seguita da un incontro con Charles H. de Brantes direttore dell'Istituto Internazionale Andreij Tarkovskij e dalla proiezione di un documentario sul poeta russo.

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«Un lavoro molto interessante, alcune poesie si ritrovano anche nelle opere cinematografiche del figlio, come 'Stalker', 'Lo Specchio' o 'Nostalghia' - sottolinea Ciatti - sarà un modo di presentare un autore ancora poco conosciuto in Italia e poi per me la lettura scenica di poesie di altri autori, rappresenta sempre un arricchimento personale». In questo caso ancora di più. «Tarkovskij non rappresenta solo un grande amore cinematografico sin dalla mia gioventù - continua l'attrice - ma significa anche riaccostare una cultura, quella russa, che ha fatto parte della mia formazione teatrale avendo studiato a Mosca all'inizio degli anni '90 alla Scuola d'arte drammatica di Mosca diretta da Anatolij Vassilev».

Il prossimo maggio sarà invece l'unica attrice a rappresentare l'Italia in Giappone chiamata a partecipare a un concerto lirico in cui interpreterà in prosa i testi di alcune delle arie italiane più celebri. Nel frattempo a Milano è stato presentato "Ti ho sentito cantare, come in un sogno" che aveva debuttato nel giugno scorso a Prato proponendo un viaggio nella cultura cinese attraverso la sua poesia, interpretato da Ciatti, con musica cinese suonata dal vivo, un attore cinese che proponeva la musicalità originale delle poesie e la regia di Sergio Basso, anche sinologo, nel ruolo di narratore. Lo spettacolo sarà ripreso a breve sempre a Milano, in forma ridotta, in collaborazione dell'Istituto Confucio.

 

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