La protesta
L'involuzione umana sul web raccolta da Darwinite - Foto
Il sito creato da Luca Taiti colleziona migliaia di contatti ogni giorno pubblicando le foto più assurde pescate in rete o sui social in giro per il mondo
PRATO. La suggestione è interessante: e se invece che evolverci stessimo lentamente regredendo? Un po’ come degli X-men al contrario. A giudicare da internet sembrerebbe di sì; o almeno questo ci suggerisce Darwinite che è essenzialmente questo: “la patologia dell’involuzione”. Un signore pratese che risponde al nome di Luca Taiti e che di lavoro fa il pompiere, partendo da semplici gallerie fotografiche ha costruito un vero e proprio fenomeno da social network: un blog (www.darwinite-blog.com) con migliaia di contatti e una pagina Facebook con quasi 37.000 Mi Piace. Foto e gallerie nonsense che fanno giornalmente migliaia di contatti.
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Com’è potuto succedere?
«Non lo so proprio. Raccoglievo foto idiote su Facebook e avevano un grande successo. La mia ragazza mi diceva di farci un sito e da lì è venuta l’idea di chiamarlo Darwinite: associando il nome di Darwin al disagio che si trova nelle foto su internet. Come fosse una malattia che porta il suo nome. Certa gente fa delle foto e dei video in situazioni davvero assurde».
L’ironia dei post è al limite del decente...
«Io dico sempre che Darwinite è per l’80% cacca e per il 20% genialità: quando ti trovi le foto di un russo che si fa la foto nudo in una pozzanghera non posso far altro che pensare che siamo oltre i valori comuni del trash. Oppure il calendario con le bionde e le carpe...».
Il cavallo di battaglia però è la pubblicazione del mercoledì: “il Fotobrodo”. Dove le trova le foto?
«Il Fotobrodo è la parte più ganza di tutti. Ci sono dentro le foto più assurde che l’essere umano possa concepire: dalla nonna in carrozzella caricata sul portabagagli della macchine al gruppo di rabbini con la borsa di Hello Kitty, per non contare quelle con scroti in pose inenarrabili. Le foto sono semplicemente su internet, io non faccio altro che scaricarle e dargli un senso».
Diceva dei russi, come mai li ha presi di mira?
«Non sono io, lo giuro: sono loro che si fanno le foto nei peggiori posti e nelle pose più astruse. La cosa più divertente è che ci sono tanti scatti vecchi in giro su internet, come se fossero stati tirati fuori dai cassetti e scannerizzati di recente. La Russia c’ha il male di vivere: oltre qualsiasi immaginazione. Il paese racchiude in sè ogni tipo di eccessi: la noia che li pervade e che li spinge a fotografarsi in posa sul letto insieme a un pinguino con la sciarpa leopardata è una cosa che noi non possiamo comprendere. La mia preferita è la foto della signora con l’abito rosso sdraiata in terra con accanto un pesce più lungo di lei».
A lei cosa diverte di più?
«Mi piace ovviamente il nonsense: mi fa ridere quello che non si spiega. E ovviamente i gatti».
Oltre a quella sana dose di disgusto...
«Ovviamente il ribrezzo è una delle componenti essenziali dell’involuzione: uno dei sintomi, direi. Il mio “lettore” è disgustato, infastidito, però allo stesso tempo è attratto perché cerca una spiegazione a quello che vede. Ma secondo me una spiegazione vera spesso non esiste».
C’è spazio anche per un po’ di vita personale dentro al blog?
«Certo. A volte racconto di quello che mi capita. Per esempio una volta ho scritto di come io e altre persone abbiamo messo in vendita la vespa di un nostro amico a sua insaputa. Ha continuato a ricevere telefonate, 171 chiamate in 4 ore, e alla fine, distrutto, ha cominciato a rispondere: “Mi spiace è già venduta”».
Finora era riuscito a rimanere anonimo, adesso però abbiamo rivelato la vera identità di Darwinite.
«Tanto alcuni lettori mi avevano già sgamato. Avevo scelto di rimanere solo una voce senza volto per non personalizzare troppo i post. Ma tanto, ormai...».
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