Gioco
Gori e Pelù, divisi su Renzi, uniti in affari
L’ex imprenditore e il cantante soci nell’acquisto di un palazzo in via Calzaiuoli a Firenze da trasformare in appartamenti
PRATO. Una “strana coppia”: divisa in politica, unita negli affari. E che affari.
L’ex imprenditore Silvano Gori, ex presidente di Prato Trade e della Camera di commercio di Prato, ex assessore per due mandati nella giunta del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, amico e supporter «ma non finanziatore» dell’ex premier Matteo Renzi, affondato dal referendum costituzionale i primi di dicembre, è in società con il cantante fiorentino Piero Pelù, ex leader dei Liftiba, antirenziano dichiarato che ha sferrato l’ultimo “schiaffo” alle riforme proprio durante le votazione lanciando l’allarme brogli con la matita “cancellina”. La società è stata creata per l’acquisto e la ristrutturazione di un palazzo storico in via dei Calzaiuoli a Firenze. A darne notizia ieri l’edizione fiorentina di “Repubblica”. «Niente di strano - dice Silvano Gori - Basta non parlare di politica, perché altrimenti litigheremmo, e tutto procede bene».
Strada vip e dello shopping a due passi da piazza della Signoria, via Calzaiuoli a un certo punto fa angolo con via Orsanmichele,ed è proprio lì, sopra le vetrine di Tezenis, che il palazzo, ex proprietà Generali, si trasformerà in parte in un residence per turisti (il secondo piano acquistato da una società di Agliana) e gli ultimi tre piani in una dozzina di appartamenti di lusso, metratura dai 70 ai 130 metri quadrati. Il primo piano è stato venduto alla internet company Aruba che lì farà i suoi uffici.
Silvano Gori (presidente) e Piero Pelù non sono gli unici soci della “Calzaiuoli Real estate”, la società immobiliare che ha acquistato il palazzo e che si occuperà dei lavori nell’immobile. Con loro, con quote del 25% ciascuono, l’imprenditore pratese Paolo Gori, figlio del collezionista d’arte Giuliano, “patron” di quel gioiello che è la Fattoria di Celle a Montale e l’imprenditore pisano Paolo Lanini.
«Si tratta di un investimento in un campo, quello immobiliare - spiega Silvano Gori - che è nuovo per tutti noi. Ma ci sembrava una bella occasione per realizzare appartamenti fatti bene, non per turisti ma per fiorentini e nel rispetto dei vincoli di un palazzo storico e di grande pregio».
Nonostante il diverso sentire politico, la conoscenza tra Silvano Gori e Piero Pelù è di antica data. «Siamo entrati in contatto quando ero assessore alle attività produttive e turismo a Firenze - spiega Gori - e mi occupavo anche dell’organizzazione della stagione dell’opera a Boboli e di arte contemporanea. In quel periodo il sindaco Domenici aveva chiamato Pelù affidandogli l’organizzazione della Firenze Estate. Il nostro rapporto di conoscenza parte da lì. Inoltre - prosegue - eravamo tutti soci della Banca Interregionale Binter, per cui abbiamo avuto modo di conoscerci anche nel campo degli affari».Un “patto” che si è concretizzato nell’acquisto del palazzo in centro storico a Firenze, e nel progetto di ristrutturazione affidato allo studio di ingegneria e architettura Passaleva, un investimento da non meno di una decina di milioni di euro.
I lavori partiranno subito dopo l’Epifania: «Abbiamo scelto di far passare le feste perché il cantiere qualche problema, in quella strada stretta e pedonale, lo darà - spiega Gori - Anche se sono tre le proprietà dell’immobile (Aruba, la società di Agliana e la Calzaiuoli Real estate ndr), saremo noi a coordinare tutti gli interventi per garantire il massimo di velocità e il minor impatto possibile». Otto mesi di cantiere previsti (per restaurare la facciata, i frazionamenti interni e le opere conseguenti) e poi i tre piani del palazzo trasformati in appartamenti, alla fine dell’estate 2017, saranno pronti per essere messi sul mercato.
Cristina Orsini
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