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Prato

Sintofibre chiude, in 17 a casa

Sintofibre chiude, in 17 a casa

Prato, la rifinizione di via Toscana cessa l’attività. Martedì 27 era l’ultimo giorno di lavoro

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PRATO. Ultimo giorno di lavoro per i 17 operai dell’azienda Sintofibre, l’azienda di via Toscana che rifinisce capi di maglieria. La lettera di licenziamento è arrivata proprio la mattina di martedì 27 nonostante la notizia si fosse già diffusa da tempo: più incontri c’erano stati tra la proprietà e i sindacati per cercare di risolvere la vicenda nel miglior modo possibile.

La decisione di cessare l’attività però era già stata presa. I proprietari - della società fa parte anche l’imprenditore Ivo Vignali titolare di altre due rifinizioni (Mavi sempre in via Toscana e Rifinizione Ivo Vignali a Montemurlo)- erano decisi a non andare avanti. Da anni l’azienda che soffre una forte concorrenza da parte della comunità orientale non aveva risultati positivi in più uno dei soci cominciava ad avere la necessità di ritirarsi dal lavoro. Le rifinizioni, tra l’altro, hanno costi fissi altissimi difficili da sostenere.

Due motivazioni ufficiali a cui è forse necessario aggiungerne una terza non esplicitata durante gli incontri ma piuttosto ovvia: la strada in cui si trova la Sintofibre è richiestissima dagli imprenditori cinesi e i prezzi degli affitti sono alle stelle. Un’opportunità che molti imprenditori stanno cogliendo al volo e anche quando non abbiano intenzione di cessare l’attività optano per trasferirsi tanto è elevato il ricavato di un affitto nella zona. E’ questa infatti la migliore vetrina in Europa per chi fa pronto moda.

In più, nel caso fosse necessario, le aziende come tintorie e rifinizioni hanno anche già gli impianti necessari per essere trasformate in tintorie e stamperie a conduzione orientale senza problemi nel trasferimento delle autorizzazioni. In realtà però recentemente (e c’è il caso di Eurotintoria) gli imprenditori orientali hanno comunque preferito utilizzare gli spazi come veri e propri negozi all’ingrosso e non come aziende per la produzione.

Intanto i lavoratori dell’azienda andranno in mobilità. «Abbiamo firmato un accordo per questo», commenta Adolfo Martino il sindacalistadella Filctem Cgil che ha seguito la trattativa.

(i.r.)

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