Gioco
Biffoni sufficiente ma non è la star
Al giro di boa superato dagli assessori all’urbanistica e innovazione. Sotto tutti gli altri
PRATO. Dal centrosinistra al centrodestra e ritorno. Due anni e mezzo fa, precisamente il 26 maggio 2014, Matteo Biffoni, Pd, renziano della prima ora, faceva il pieno di voti alle elezioni amministrative (eletto sindaco con il 58,1% dei voti) e riportava il Comune, dopo cinque anni, in casa democratica. Il 7 giugno successivo veniva presentata la giunta composta da nove assessori (gli attuali) e il 12 si insediava ufficialmente il primo consiglio comunale.
La giunta Biffoni è arrivata al “tagliando” di metà mandato e per festeggiare il traguardo Il Tirreno ha chiesto alla città di dare la pagella ai dieci amministratori pubblici, molti dei quali impegnati in questo lavoro per la prima volta.
Voti anonimi, media ponderata (eliminando il punteggio più alto e quello più basso), al sondaggio hanno partecipato diciotto esponenti della società civile scelti tra categorie economiche, ordini, semplici cittadini, artisti, sacerdoti, sportivi, commercianti.
Insomma, uno spaccato più onesto possibile della Prato che vive, lavora e riflette. In pochi e ne siamo soddisfatti, hanno declinato l’invito a dare un giudizio, buono o cattivo non importa, sull’operato di sindaco e assessori e il risultato è pubblicato nel grafico qui a fianco. Un numero che è la sintesi di aspettative tradite o soddisfatte, di conferme o delusioni.
C’è qualcosa in più , oltre al voto, che abbiamo chiesto a quanti si sono prestati a rispondere ed è stato, in una parola, il giudizio su due anni e mezzo di attività. L’esito è stato questo: chi ha promosso la giunta Biffoni l’ha definita «fresca», «contemporanea», «incline al dialogo», «coraggiosa», «procede a piccoli passi».
Per chi l’ha bocciata è «sorda ai consigli», «timorosa», «indecisa», «statica», «poco incisiva», «incredibile», «tante parole, pochi fatti», «acerba», «contraddittoria».
Dunque i voti. Promossi il sindaco (6,2, medaglia di bronzo), l’assessore all’Urbanistica (6,5, medaglia d’oro) e l’assessore all’innovazione (6,3, medaglia d’argento). Molto vicini alla sufficienza: l’assessore alla mobilità, al sociale e l’assessore alla cultura (5,9). Lievemente arretrati l’assessore all’integrazione (e partecipate) e l’assessore alla scuola (5,7). In coda: l’assessore al bilancio (5,4) e l’assessore alle attività produttive (5,2).
Per completezza abbiamo anche chiesto la cosa migliore e quella peggiore fatta dalla giunta in questi due anni e mezzo. I risultati sono nei box pubblicati nella pagina a fianco.
A cura di Cristina Orsini
e Maria Lardara
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