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Acqua alle stelle per le aziende aumentano canone e fognature

Acqua alle stelle per le aziende aumentano canone e fognature

PRATO. L'acqua costa alle imprese pratesi delle cifre esorbitanti. Tra canoni dei pozzi e tariffe delle fognature la situazione sta diventando insostenibile per le aziende che utilizzano molto acqua...

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PRATO. L'acqua costa alle imprese pratesi delle cifre esorbitanti. Tra canoni dei pozzi e tariffe delle fognature la situazione sta diventando insostenibile per le aziende che utilizzano molto acqua come tintorie e rifinizioni. Gli imprenditori si sono trovati difronte ad aumenti insostenibili, spesso completamente fuori mercato.

I nuovi canoni, calcolati sulla base delle esigenze di bilancio di fine anno della Regione, risultano particolarmente gravosi: si parla di aumenti fino al 1.000% (per fare solo un esempio chi nel 2015 pagava euro 9.000 si trova ora a pagarne euro 99.000). Oltre tutto il pagamento viene richiesto entro poche settimane e senza certezza di rateizzazione. Le acque che sono per legge pubbliche possono essere utilizzate solo con una concessione al demanio. Prima era una competenza alla Provincia mentre da quest'anno è passata alla Regione. Ed è qui che sono nati i problemi. La Regione Toscana ha infatti omogenizzato tutti i canoni in accordo con le associazioni di categoria ma dopo i nuovi sono arrivate le nuove tariffe e quindi i problemi. «Prato - fanno sapere da Confindustria - aveva trovato accordi con la Provincia per pagare a scaglioni in modo da incentivare l'utilizzo dell'acquedotto industriale mentre con la Regione questo non è avvenuto. In più come avevamo previsto mesi fa, le cartelle di pagamento per il canone di concessione delle acque pubbliche, emanate in base alla delibera regionale dello scorso agosto, riportano cifre esorbitanti per le nostre imprese. Questa manovra mette a repentaglio gli equilibri di bilancio di molte aziende per le quali il canone rappresenta un ulteriore aggravio tributario. Per le imprese multinazionali estere, inoltre, questo balzello, costituisce un altro freno a progetti di investimento sul territorio».

E non va meglio per quanto riguarda la depurazione. «Siamo arrivati a pagare 0,54 euro al metro cubo - spiega Dalila Mazzi, presidente del Consorzio Progetto acqua - mentre gli altri distretti pagano assai meno: lo 0,20% a Biella, lo 0,18 a Como e lo 0,14 a Varese 0,14. Lo svantaggio concorrenziale è evidente e noi siamo molto arrabbiati: non chiediamo aiuti ma nemmeno penalizzazioni di questo tipo. Molte tintorie hanno chiuso ed è veramente dura rimanere in piedi». La fognatura dal 2000 ad oggi ha avuto un aumento del 250%. Una crescita del 9% annuo.

Ilenia Reali

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