Gioco
Aspetta da due anni di riscuotere la cassa integrazione
Ex operaia tessile non riesce ad avere alcuna informazione sulla sua pratica. Poi racconta la sua storia sul giornale e l'Inps risponde
PRATO. Da due anni aspettava di riscuotere la cassa integrazione. Ma non solo, la donna un’ex operaia tessile non riusciva ad avere alcuna risposta dall’Inps dove si era recata più volte, da sola o facendosi rappresentare dal sindacato, per avere delle informazioni. Poi esausta si era rivolta ai giornali e alle televisioni locali per riuscire ad avere almeno una spiegazione su cosa ne fosse stato di quel mese di cassa integrazione in deroga mai pagato. Il giorno in cui sul Tirreno è uscito un articolo con la sua storia l’Inps ha fatto sapere al sindacato che sì effettivamente la pratica di Patrizia Fontana era aperta e che il 22 novembre 2016, quindi un anno e 10 mesi dopo la richiesta, era stata chiesta nuova documentazione all’azienda per cui la donna, ora in pensione e gravemente ammalata, lavorava. “Mi ha scritto un funzionario dell’Inps il giorno stesso in cui l’articolo è uscito sul giornale – riferisce Adolfo Martino, sindacalista della Filctem Cgil – dandomi questa spiegazione. Verificherò se all’azienda risulta questa comunicazione e se il materiale è stato inviato. La signora si è recata all’Inps anche nei giorni successivi al 22 novembre eppure nessuno le ha dato questa informazione. Non a caso Patrizia Fontana chiedeva ancor prima del pagamento una spiegazione. Non si può accettare che un cittadino dopo due anni non sia in grado di sapere a che punto sia la sua pratica”.
Ora quindi ci sarà da capire quando il pagamento sarà inoltrato. Del resto la signora Fontana ha già aspettato abbastanza. E un anno e 10 mesi sono troppi per chiedere ulteriori documenti.
L'azienda per cui lavorava Patrizia Fontana, una piccola orditura, stava attraversando un periodo di crisi e quindi aveva deciso di mettere una delle due operaie in cassa integrazione in deroga in attesa che il lavoro riprendesse. Era il gennaio del 2015. La signora Patrizia Fontana, oggi sessantaduenne, da quel giorno non è però più rientrata a lavorare. Alla fine del gennaio, il 31, la donna fu costretta per una gravissima malattia con cui sta ancora combattendo la sua battaglia a interrompere la cassa integrazione e ad avviare un periodo di malattia.
Un periodo lungo e difficile dal punto di vista della salute che alla fine ha fatto scegliere a Patrizia Fontana di lasciare il lavoro per andare in pensione. Una pensione bassa dopo tanti anni di lavoro, 720 euro, ma che le avrebbe permesso di fare tutte le cure necessarie prendendosi anche il necessario riposo per prendersi cura del suo fisico sempre più debilitato.
Da quel mese di cassa integrazione, sono passati esattamente due anni. E Patrizia Fontana ancora non è riuscita a riscuotere nulla.
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