Il Tirreno

Prato

Aumenti stratosferici per i canoni delle acque pubbliche: l'indignazione degli industriali

La sede dell'Unione industriale a Prato
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La sede dell'Unione industriale a Prato

Prato, amaro comunicato di Confindustria Toscana Nord che attacca la Regione Toscana: "Chi nel 2015 pagava 9mila euro ora ne paga 99mila"

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PRATO. Si intitola "Il regalo di Natale della Regione Toscana" il comunicato inviato da Confindustria Toscana Nord. Ma il titolo è amaramente ironico. "Come avevamo previsto mesi fa - si legge nel comunicato -, le cartelle di pagamento per il canone di concessione delle acque pubbliche 2016, emanate in base alla delibera regionale dello scorso agosto, riportano cifre esorbitanti per le nostre imprese.

I nuovi canoni, calcolati sulla base delle esigenze di bilancio di fine anno della Regione, risultano particolarmente gravosi: si parla di aumenti fino al 1000% (per fare solo un esempio chi nel 2015 pagava euro 9.000 si trova ora a pagarne euro 99.000). Oltre tutto il pagamento viene richiesto entro poche settimane e senza certezza di rateizzazione.

Questa manovra mette a repentaglio gli equilibri di bilancio di molte aziende per le quali il canone rappresenta un ulteriore aggravio tributario. Per le imprese multinazionali estere, inoltre, questo balzello, costituisce un altro freno a progetti di investimento sul territorio.

Nel constatare come, ancora una volta, la Regione pensi alle imprese solo per fare cassa, la nostra associazione continuerà a lavorare per mitigare almeno per il 2017 gli effetti di questa manovra".

 

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