Il Tirreno

Prato

Sottopasso del Soccorso Il nodo Declassata è pronto a sciogliersi

di Ilenia Reali
Sottopasso del Soccorso Il nodo Declassata è pronto a sciogliersi

Il sindaco Biffoni garantisce l’apertura del cantiere nel 2017 «Ci sono stati dei ritardi ma il conto alla rovescia è cominciato»

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PRATO. Il cantiere per realizzare il sottopasso sulla Declassata all'altezza del Soccorso sarà aperto entro il 2017. A garantirlo il sindaco di Prato Matteo Biffoni che insieme alla sua giunta ha tirato le somme di metà mandato nel consueto scambio di auguri con i giornalisti. Tra i temi caldi ovviamente anche la strettoia più nota di Prato che doveva essere già più avanti. «Siamo andati un po' lunghi - ha ammesso il sindaco - perché ritenevamo fosse meno complesso. Poi ci sono stati i problemi che tutti conosciamo con Anas. Abbiamo anche ridato un incarico per ristudiare la viabilità alternativa altrimenti quando partiranno i lavori scatterebbe l'inferno».

Il sottopasso del Soccorso. L'obiettivo della giunta Biffoni è quello di finire il mandato con il cantiere a un livello "il più avanzato possibile". Le previsioni del resto indicano due anni circa di cantiere se tutto andrà per il meglio. Ci sarà però da prevedere bandi con raggruppamenti da tutto il mondo e, per fare, in fretta servirà anche un po' di fortuna. "Se potessimo sceglieremmo una ditta che lavora in fretta e bene ma per lavori di questo tipo è evidente che i bandi non possono avere criteri restrittivi", commenta il primo cittadino che, più volte, sollecitato anche dagli interventi dei giornalisti, mette in evidenza che i tempi di attesa per questo intervento sono stati troppo lunghi, dal momento in cui si è cominciato ad affrontare l'argomento. «Mi sento di dire che l'intervento sulle complanari (per mantenere i flussi viari in entrambe le direzione di marcia nonostante la chiusura della Declassata ndr) partirà entro il 2017 e tra l'altro ci sarà un momento ben prima delle chiusura dei lavori che si viaggerà su 4 corsie, anche se a livelli diversi».

Non va però pensato - e questa è una novità - che il sottopasso del Soccorso risolverà tutti i problemi della mobilità pratese. «La Declassata- è intervenuto l'assessore Filippo Alessi - va guardata nella sua interezza. Nella strozzatura del Soccorso in base agli studi effettuati si sta fermi dagli 8 ai 10 minuti. Una volta eliminati questi tempi di attesa rimarranno comunque criticità di rilievo alla rotonda di Capezzana e sul ponte Lama. Il miglioramento sarà del 18%».

La terza corsia dell'autostrada. La mobilità, e non solo per il Soccorso, sarà centrale per la crescita di Prato che sempre di più crescerà in un'ottica metropolitana. Solo così infatti sarà possibile essere attrattivi dal punto di vista economico e non a caso abbinato alla terza corsia si dovrà prevedere il raddoppio del Ponte Lama. «Da uno sviluppo complessivo guardando anche ai Comuni limitrofi - è l'opinione di Biffoni - passa anche la crescita di Prato che sta cambiando nei fatti dal punto di vista dello sviluppo industriale strategia. Ne sono un esempio l'effervescenza del Macrolotto 2. Quindi è necessario essere ben collegati anche con l'area di Capalle. L'altra amministrazione aveva chiesto il terzo casello autostradale ma nulla riguardo al ponte: un'occasione che cercheremo di recuperare perché si tratta di un intervento di 6-7 milioni di euro che da soli non potremmo mai fare».

(Non solo) tessile. Ragionare in termini di area vasta è l'unica soluzione. Lo fanno anche i Comuni più piccoli come Montemurlo, Agliana e Montale e Prato non può prescindere. «Abbiamo zone industriali attrattive - è sempre Biffoni a parlare - ma non dobbiamo fare guerre con i nostri vicini bensì alleanze. Sia chiaro non possiamo essere noi a influenzare le dinamiche economiche ma solo aiutarle». «Noi possiamo fare da sostegno - è il parere dell'assessore allo sviluppo economico Daniela Toccafondi - al settore tessile, ancora asse portante del nostro territorio ma allo stesso tempo dobbiamo continuare ad essere attrattivi per aziende di altri settori».

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