Gioco
Sparò all’amico ma è stato assolto perché non era in sé
Leonardo Viggiano ferì gravemente Francesco Collini Per il giudice è incapace di intendere e di volere
PRATO. E' stato assolto per incapacità di intendere e di volere il ventiquattrenne Leonardo Viggiano, arrestato dai carabinieri lo scorso 12 marzo per aver sparato in testa all'amico d'infanzia e suo coetaneo Francesco Collini, di Campi Bisenzio, giocatore del Mezzana Calcio, in un circolo ricreativo a San Piero a Ponti. È quanto stabilito ieri mattina al termine dell’udienza preliminare dal gup Fabio Frangini, che ha disposto per Viggiano il ricovero per sei anni in una Rems, una struttura di riabilitazione per malati psichiatrici.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l'origine del gesto di Viggiano sarebbe da ricondurre a un vecchio rancore covato dopo una lite risalente ad alcuni anni fa, mentre i due giovani erano in vacanza insieme in Croazia. Il 12 marzo Viggiano entrò in un circolò di San Piero a Ponti e sparò contro Collini sei colpi a distanza ravvicinata con una pistola scacciacani modificata. Quattro andarono a segno, colpendolo alla testa e alla schiena, lasciando il giovane gravemente ferito.
Lo scorso 29 marzo il difensore di Viggiano consegnò al sostituto procuratore Filippo Focardi una memoria contenente alcuni documenti. Tra i documenti, anche uno scritto di Viggiano in carcere, risalente ai giorni scorsi. «È un documento in cui il mio assistito parla di una violenza subita in Croazia quattro estati fa, appunto nel 2012, dagli amici, forse dopo esser stato drogato. Lui scrive di ricordarsi che fu preparata una pastasciutta al sugo, ma con un sugo drogato, lui dice con un "veleno". E ricorda che il sugo lo sciolse nella pasta Collini. Poi, dopo aver mangiato, di esser andato in stato confusionale».
«Il giorno dopo chiese agli amici che cosa gli avevano fatto - spiegò il legale - lui dice che lo presero in giro, che ridevano di lui. Il dato oggettivo che emerge dalle testimonianze che lui interrompe i rapporti con tutti gli amici che erano in quella vacanza, tra cui Collini».
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