Gioco
Festa annullata, insorge l’opposizione
Critiche al Comune da Sinistra italiana e M5S, ma il vice sindaco Faggi difende la scelta: «Non ci interessa sentirci “ganzi”»
PRATO. Altro che festa dei cinesi. La Chinatown pratese in versione cartolina portò in tre giorni un bagno di persone, diecimila secondo gli organizzatori, tra cui molti turisti. «La "Festa delle Luci" potrebbe diventare come il "Lucca Comics" o i "Dialoghi sull'Uomo" a Pistoia». Parola della regista Cristina Pezzoli dello spazio Compost, capofila dell'organizzazione che a settembre ha presentato al Comune il progetto per un’edizione numero due della manifestazione. Un cartello con varie realtà di associazioni italiane e cinesi gravitanti intorno al Macrolotto 0. Sì certo, quel progetto costava un bel po' di soldini (142mila euro) e l'asticella si era alzata rispetto alla prima edizione quando la "Festa delle Luci" costò 35mila euro. Ma l'idea era di far vivere la millenaria cultura orientale anche oltre Porta Pistoiese, di accendere i riflettori anche sul centro storico con un ritorno anche per gli operatori commerciali. La prima volta pagò la Regione con un contributo una tantum, stavolta la festa si sarebbe quasi autofinanziata per l'ingresso di sponsor italiani e cinesi mentre il Comune avrebbe dovuto sborsare un contributo comunque importante fra i 25 e 30mila euro. Tutto questo mentre a Prato rimangono quattro camion carichi di lanterne provenienti dal Festival di Monza già utilizzate per l'allestimento scenografico (l'accordo era stato fatto in vista di una riedizione della festa). «Qui il discorso economico non c'entra, è stata fatta una valutazione d'ordine politico - sottolinea Pezzoli - Alla fine ci siamo tirati indietro di fronte a tanti paletti». Da una parte la ferma opposizione dei residenti del comitato Macrolotto 0, dall'altra il passaggio a una fase "delicata" come quella della raccolta porta a porta dei rifiuti che il Comune, per bocca dell'assessore all'ambiente Filippo Alessi, ha addotto come prima giustificazione per chiudere la porta alla "Festa delle Luci". Ma chi vuole questa festa nel Macrolotto 0? «Di certo nessuno dal quartiere ci ha chiesto di ripeterla - risponde il vice sindaco Simone Faggi, delega all'immigrazione - A noi non interessava riproporre un festival orientale solo perché ci fa sentire più internazionali e "ganzi". A noi interessa un'iniziativa che parta dal basso, da un quartiere che è oggettivamente complicato e dove non abbiamo notato miglioramenti nell'ultimo anno. In questo ragionamento rientra il tema del porta a porta. Per quella zona ha prodotto miglioramenti più l'intervento artistico di "Dryphoto" su piazza 5 Marzo che la "Festa delle Luci". Quelli di "Compost" sono dei grandi professionisti ma indubbiamente un'iniziativa del genere non serve in questo momento al quartiere». Chissà se la "Festa delle Luci" sarà ripetuta nel 2018. A Facebook gli organizzatori affidano comunque il dispiacere per la decisione dell’amministrazione. E scrivono: «Si sta comunque lavorando fin da ora insieme alla parte produttiva privata della città per organizzare nel 2018, una seconda edizione della Festa delle Luci, con caratteristiche di grande evento internazionale che punti sull'intreccio di cultura, business e turismo, nell'interesse della città tutta». Intanto lo stop all'iniziativa fa divampare la polemica politica sui banchi del consiglio comunale ma non solo. Da una parte Diego Blasi (Sinistra Italiana) che accusa l'amministrazione di «rincorrere la destra su un terreno estremamente populista e controproducente», dall'altra la consigliera Silvia La Vita (M5S) per la quale «non è annullando iniziative riuscite che si porterà la comunità cinese alle buone pratiche nella gestione dei rifiuti». Un'occasione mancata anche per le ricadute sul tessuto economico locale: «Di sicuro un'evoluzione della festa nel centro storico avrebbe portato beneficio», commenta il responsabile di Confcommercio Prato, Daniele Spada.
Maria Lardara
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