Gioco
Canali allagati alberi autoctoni e coltivazioni tipiche
Il Comune presenta il nuovo progetto per le Cascine L’obiettivo sono i 3 milioni di finanziamento della Regione
PRATO. Nuovi alberi, potature, tagli di piante non autoctone, invasi per limitare il rischio idraulico e riempire i canali ma anche una valorizzazione dell’area dal punto di vista agricolo e della produzione di filiera corta. C’è tutto nel nuovo progetto di valorizzazione del parco delle Cascine di Tavola, il più bel polmone verde della città.Del resto senza un progetto complessivo il rischio per le Cascine è quello di venire dimenticate, seppellite dalla strada che pare senza uscita del suo edificio centrale, la fattoria. Un immobile voluto da Lorenzo de’ Medici e incastrato in un fallimento (della società proprietaria) ad oggi senza soluzione anche per gli alti costi di recupero, circa 28 milioni di euro. Ed è proprio per evitare di perdere la partita della valorizzazione di una delle aree più belle della città che il Comune ha deciso di rendere le Cascine il cuore del Parco agricolo della piana nella presentazione di un complesso progetto per accedere ai finanziamenti (Pit) della Regione Toscana il cui bando uscirà a gennaio. Il piano, realizzato in collaborazione con l’università, è stato presentato alla commissione consiliare e portato in consiglio comunale .
Un bosco “doc”. Uno dei primi punti del progetto, e forse quello più facilmente realizzabile in tempi brevi, prevede la piantumazione di 816 alberi tra farnie, carpini e frassini per rendere più uniforme il bosco che ha spazi vuoti o alberi che necessitano di tagli perché infestanti o non autoctoni ma anche la realizzazione di fasce di vegetazione con arbusti, pioppi e salici bianchi. «In una prima fase - spiega l’assessore all’ambiente Filippo Alessi - abbiamo fatto un censimento e una gelocalizzazione degli alberi da cui è emerso con estrema chiarezza che ci sono specie, come le robinie, che stanno creando molti danni al parco e che quindi devono essere eliminate».
Rischio idraulico e canali. Se i ponti del parco sono stati tutti recuperati c’è ora da risolvere il problema dell’acqua riempiendo i canali. Un risultato che si potrà ottenere redistribuendola: ci sono parti delle Cascine, quelle più basse, in cui l’acqua viene pompata per evitare gli allagamenti. «Un po’ come avviente nelle fontane - spiega Alessi - che però mette l’accento anche sulla presenza nel progetto di realizzare una cassa di espansione lungo la Gora Mazzoni in modo di evitare le inondazioni del Filimortula e degli altri affluenti dell’Ombrone».
Agricoltura e filiera. E’ qui che però si gioca una partita importante del progetto. Quella che riguarda la valorizzazione degli spazi dal punto di vista agricolo. «Proveremo in collaborazione con le aziende agricole della zona e le associazioni di categoria - spiega l’assessore allo sviluppo economico Daniela Toccafondi - a reimpiatare culture tipiche come il grano in modo da realizzare filiere a km zero».
Una cornice per la fattoria. Un progetto che pensa in grande per ottenere i finanziamenti, in ballo ci sono 3 milioni di euro, ma anche per «creare una cornice di valorizzazione del territorio e della tipicità delle Cascine - conclude l’assessore Valerio Barberis - in modo da rendere più alla portata anche il recupero degli edifici, fattoria in primis, facilitandone utilizzi che possano dare reddito».
Ilenia Reali
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