Toscana
I reati sono in calo ma gli scippi aumentano
Prato, il bilancio del primo anno di attività del questore Paolo Rossi, più controlli al Parco Prato e in centro storico
PRATO. Più attività di prevenzione, e dunque più volanti in giro per la città, ma anche indagini di qualità per grattare sotto la superficie. Questo il bilancio del primo anno a Prato del questore Paolo Rossi, che martedì 20 dicembre ha approfittato dei tradizionali auguri di Natale alla stampa per fare il punto dell’attività della Questura nell’anno che sta per finire. I reati complessivamente sono in leggero calo, ha detto Rossi, anche se si nota un aumento degli scippi, dai 209 del 2015 ai 218 del 2016 (calano invece le rapine).
Ancora prima del tragico attentato di Berlino, polizia e carabinieri avevano rafforzato i controlli nei punti sensibili, soprattutto intorno al Parco Prato e nel centro storico. «È stato un anno intenso, un’esperienza impegnativa - ha spiegato il questore Rossi - Già quando sono arrivato avevo individuato tre criticità: la crisi generalizzata, la microcriminalità e la difficile convivenza tra 120 etnie. Del resto siamo la terza città dell’Italia centrale e non potrebbe essere altrimenti. La nostra attività è stata orientata al rafforzamento del controllo del territorio (con la presenza quasi quotidiana del Reparto prevenzione crimine di Firenze) e al potenziamento delle indagini. Credo che sia molto importante la collaborazione dei cittadini su entrambi i fronti. Così come la collaborazione con le istituzioni».
Nell’anno appena trascorso la Questura ha fatto 276 arresti, rispetto ai 264 del 2015. Quasi la metà (129) sono stati fatti dall’Ufficio prevenzione generale, il resto soprattutto dalla squadra mobile. Un dato significativo riguarda l’aumento del numero delle chiamate al 113, ben 11.923 rispetto alle 10.032 dell’anno precedente. «Credo che questo significhi che la gente ha fiducia in noi» ha commentato il questore. «Noi non siamo come l’idraulico che deve aggiustare un tubo - ha aggiunto - Noi lavoriamo sulla prestazione, cioè facciamo il massimo possibile, indipendentemente dal risultato». Superando problemi oggettivi, come quelli dei cosiddetti “ovulatori”, gli spacciatori che inghiottono gli ovuli di eroina. Ognuno di loro impegna 8 agenti al giorno in attesa di espellere la droga.
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