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Furti in abitazione, arrestati otto albanesi
Gli stranieri sono stati fermati a Bologna e sono accusati di aver compiuto furti anche a Prato. Recuperata refurtiva per un valore di centomila euro
PRATO. Gioielli di vario tipo, ma anche orologi di pregio, contanti, borse e altra merce rubata in case di Bologna, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Prato e nelle Marche. E' la refurtiva, dal valore stimato per difetto in 100mila euro, recuperata dalla polizia, che a Bologna ha fermato otto albanesi per ricettazione. I provvedimenti sono stati la conseguenza di perquisizioni ordinate venerd dalla Procura, dopo il furto di un'Audi A4 le cui chiavi erano state rubate la notte precedente da un appartamento in via Delle Rose, sui primi colli, mentre all'interno marito, moglie e due bambini dormivano. L'uomo si svegliato, probabilmente per la corrente d'aria di una porta lasciata aperta dai ladri, e ha dato l'allarme. La vettura stata ritrovata in zona Barca, dove si pensa che la banda parcheggiasse le auto rubate.
L'indagine, che prosegue per addebitare i singoli episodi, seguita dai poliziotti della quinta sezione della squadra mobile, guidata da Elena Ceria e coordinata dal Pm Michele Martorelli e dal procuratore aggiunto Valter Giovannini; i fermi sono stati convalidati ieri dal gip Domenico Panza: disposta la custodia cautelare in carcere per gli indagati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nelle tre case perquisite, una in zona Barca e due a Casalecchio di Reno, c'erano sette uomini, tra i 21 e i 31 anni, e una donna, denunciata a piede libero. L'ottavo albanese era stato arrestato il 25 novembre, per lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento: era stato notato da una pattuglia mentre percorreva alcune strade dei colli a bassa velocità, a bordo di una Porsche Cayenne rubata. Era stata chiusa la strada e lo straniero, 23 anni, aveva speronato un'auto ed era fuggito, poi era stato raggiunto e bloccato; nell'inseguimento un poliziotto si era fratturato il malleolo e ha avuto una prognosi di 40 giorni.
Le foto della refurtiva saranno visibili sul sito della polizia, in modo che chi ha subito furti nell'ultimo periodo possa riconoscerla. Sono stati sequestrati anche diversi attrezzi da scasso e un taser. Al momento i fermati rispondono di ricettazione, ma la Procura sta lavorando per contestare l'associazione a delinquere. Al vaglio anche la posizione dei proprietari degli appartamenti che servivano da base alla banda.
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