Gioco
In pochissimi al corteo contro la nuova moschea
A sfilare per le strade fin sotto l’edificio acquistato dall’associazione islamica non più di una trentina di persone. «Non vogliamo perdere la nostra identità»
PRATO. Non c’erano i numeri che gli organizzatori si sarebbero aspettati. Quel centinaio di manifestanti contro la realizzazione di una moschea in piazza del Mercato Nuovo (in un magazzino acquistato nelle scorse settimane dalla comunità islamica che fa riferimento all’associazione “La Speranza”) non si è visto. In piazza dell’Università non c’erano più di trenta persone alla partenza del corteo che ha sfilato fin davanti al luogo destinato a diventare un luogo di culto per i musulmani. E’ evidente che i contrari non erano tutti lì, hanno solo preferito rimanere a casa e hanno lasciato l’espressione del dissenso al gruppo giovanile di estrema destra Etruria 14 e alla Lega Nord rappresentata da non più di una manciata di fedelissimi. Un flop, tanto che la contro manifestazione della sinistra, organizzata in piazza del Comune, è stata annullata lasciando poliziotti e carabinieri a vigilare i pratesi intenti a fare lo shopping natalizio e lungo il corteo. Il numero di poliziotti e carabinieri è apparso sovradimensionato con 60 agenti (praticamente 2 ogni manifestante) a scortare il corteo. Il timore della Questura era però che ci fosse un'adesione massiccia anche alla luce dei commenti apparsi sui social legati al progetto di una moschea.
Lungo il corteo c’erano giusto cinque-sei persone non legate agli organizzatori. Tra queste le signore Enrica e Maria «perché siamo contrarie all’arrivo di stranieri nel nostro territorio e tantopiù alla realizzazione di una moschea a due passi dal centro». In perfetta linea con Simone Grandi, portavoce di Etruria 14. «Noi vogliamo difendere i nostri valori e l’identità pratese – ha detto – e non accettiamo che si realizzi una moschea in centro mentre si fanno togliere dalle scuole crocifissi e presepi. Temiamo che la moschea diventi punto di ritrova di criminali come è avvenuto in Francia e in Belgio». Sul numero scarso di manifestanti Grandi non si è affidato a un giro di parole. «Evidentemente in questa città in molti amano parlare da dietro la tastiera ma poi lasciano sempre gli stessi a metterci la faccia». Un’opinione condivisa dal consigliere comunale di Carmignano Mauro Scarpitta, anche lui presente al corteo che sfilando per le vie cittadine ha intonato cori contro la moschea e di scherno nei confronti del sindaco “Dai Biffoni non scherzare la moschea non ce la fare”. Una volta arrivato in piazza del Mercato Nuovo è stato il momento della foto di gruppo davanti all’edificio destinato a diventare luogo di culto una volta che la comunità islamico avrà siglato il contratto di acquisto definitivo (al momento ha firmato il preliminare) e presentato il progetto per la realizzazione della moschea.
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