Gioco
Pontetorto sarà al 100% giapponese
L’acquisto del 65% da parte della società Daidoh è una prima tappa: l’obiettivo è l’intera proprietà. Dipendenti rassicurati sul loro futuro durante una cena in azienda per 110. Cambia il consiglio di amministrazione: Taka Saito presidente
PRATO. «In questo momento abbiamo il 65% della Pontetorto ma è nostra intenzione arrivare al 100%. C'è una grande differenza culturale e quindi era necessario prima capire meglio l'azienda e il lavoro. L'intenzione comunque è questa». A confermare che l'acquisto del pacchetto di azioni della Pontetorto è solo una prima tappa di un progetto più ampio è stato il presidente della giapponese Daidoh, Shin Okawa durante l'incontro con il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini nella prima visita che la delegazione della nota azienda giapponese della moda ha fatto nella nuova azienda del loro gruppo. L'occasione è stata il primo consiglio di amministrazione in cui sono state redistribuite le cariche societarie con la presidenza del cda passata a un dirigente del gruppo tessile giapponese Taka Saito con la collaborazione del presidente Okawa e del dirigente Nomura Jinro oltre a quella dei fratelli Luigi ed Enrico Banci che saranno anche amministratori delegati. La sorella Elena Banci non ha tenuto quote della società pur continuando a prestare la propria opera in azienda.
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Prove di collaborazione cominciate anche con i dipendenti dell'azienda invitati a una cena di presentazione all'interno della mensa della Pontetorto con 110 commensali e proseguita con la visita della delegazione in Comune per uno scambio di saluti e di regali con il primo cittadino. Una presentazione ma anche un momento, seppur con estrema cordialità, per rendere pubbliche le intenzione della nuova proprietà.
Tra le rassicurazioni fornite anche la volontà di non spostare la produzione. Una garanzia che arriva anche dal contratto di affitto dell'immobile in cui si trova lo stabilimento firmato per 20 anni. «Una richiesta inusuale - ha confermato Luigi Banci - dal momento che solitamente i contratti sono di 6 anni più 6 e non 20. Si tratta di un messaggio di fiducia che la Daidoh ha voluto dare al territorio. Una garanzia di non pensare assolutamente a un trasferimento dell’azienda». Non a caso Okawa ha voluto rimarcare la forza dell'accordo con i Banci. «Ci è piaciuta molto - ha detto - l'organizzazione del lavoro che non toccheremo. Ci sono piaciuti molto i fratelli Banci con cui abbiamo cominciato a parlare di questo matrimonio un anno e mezzo fa. Abbiamo trovato squisito il loro comportamento e a noi dispiacerebbe che un'azienda che ha avuto risultati buoni per tanti anni peggiorasse con la nostra guida. Sarebbe imbarazzante. Vorremo invece ci fosse un salto di qualità: per noi con l’obiettivo di entrare nel mercato europeo, per Pontetorto in quello asiatico. Siamo già presenti in Cina e entrambi lo siamo negli Stati Uniti».
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«Non si tratta solamente di investire dei soldi - è intervenuto a margine dell'incontro Taka Saito, nuovo presidente del cda di Pontetorto - ma di realizzare un sogno. Essere in Italia e globalizzare i nostri rapporti commerciali».
Un abbraccio creativo e commerciale in cui si legano anche due prodotti diversi: i vestiti da uomo di linea classica di Daidoh e la donna, più fantasiosa e creativa di Pontetorto. Insomma l'efficienza giapponese e lo stile italiano con le sue capacità artigianali. Per quanto riguarda i terzisti si è fatto riferimento al fatto che si dovrà imparare a lavorare in modo diverso, con report mensili e con una gestione più attenta mentre per quanto riguarda il numero dei dipendenti sono state date le più ampie rassicurazioni.
«Per noi l’Italia significa anche storia ed è un grande privilegio essere dentro la Pontetorto», ha concluso il presidente di Daidoh, Osawa.
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