Il Tirreno

Prato

Tassa sui rifiuti non pagata, via a 27.000 ingiunzioni

di Ilenia Reali
Tassa sui rifiuti non pagata, via a 27.000 ingiunzioni

Si tratta dei morosi del 2015 e 2016: eliminati i due solleciti che finora inviava Asm

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PRATO. Il conto alla rovescia è già cominciato. In ponte del resto c’è una mini rivoluzione alla lotta all’evasione della Tari, la tassa sui rifiuti. La società di riscossione Sori è pronta a inviare, già da gennaio, 20.000 ingiunzioni di pagamento ad altrettanti cittadini per quanto dovuto nell’anno 2016. Al di là del numero enorme di cartelle, ora in fase di lavorazione, c’è l’anno (il 2016) per cui si richiede di rientrare dalla morosità.

Il Comune di Prato ha infatti deciso di eliminare i due solleciti di pagamento che finora venivano inviati da Asm dopo che a ogni cittadino o azienda era stata inviata la bolletta. «Abbiamo deciso di bloccare l’invio dei solleciti - spiega l’assessore Monia Faltoni - perché dalla bolletta all’arrivo del secondo sollecito passa un anno e mezzo, talvolta due, dalla scadenza della bolletta. Un tempo troppo lungo, ma necessario, che fa diminuire la percentuale di recupero della morosità. Non è un mistero che se passa troppo tempo magari non si trova più chi deve pagare. Abbiamo quindi deciso di inviare direttamente l’ingiunzione anche se, in una prima fase, senza interessi di mora ma solo per l’importo contenuto in bolletta. La speranza è che l’ingiunzione spinga a pagare il prima possibile».

Del resto l’evasione della Tari è enorme: nel 2016 non sono stati pagati 12 milioni di euro di bollette. «E com’è facile comprendere - commenta Faltoni - anche aumentare dell’1% le riscossioni sono soldi per le casse di Asm e del Comune. Negli anni passati, i mancati pagamenti sono stati più o meno sempre gli stessi, dopo il primo sollecito di Asm pagava il 18% di quel 28% che non aveva rispettato la scadenza. Nel secondo sollecito un ulteriore 9% del residuo ma poi il recupero diventava difficoltoso».

Così duro da essere una vera mazzata per il bilancio di Asm (e di conseguenza del Comune) che al 31 dicembre del 2015 vanta in bilancio crediti verso i propri clienti precedenti al 2010 pari a oltre 8 milioni. Di fatto quindi crediti irrecuperabili.

Anche per quanto riguarda i mancati pagamenti del 2015 non sarà inviato il secondo sollecito, in questo caso il primo però era già stato inviato. «Per l’anno 2015 - spiega Enrico Cecchin il direttore della società di riscossione Sori - stiamo spedendo 7.000 ingiunzioni. Una parte è già arrivata, il restante arriverà i primi di gennaio. Poi partiranno le 20.000 ingiunzioni del 2016 che arriveranno nelle case dei pratesi tra gennaio e febbraio».

Ma chi sono i morosi Tari?

Il 40% sono utenze domestiche e si tratta probabilmente di famiglie in difficoltà: anche chi alla fine dei solleciti finora ha rateizzato non ha rispettato le scadenze (su un totale di 4.230.000 euro di rate, le inadempienze sono 2.669.000).

Il 60% invece è formato da aziende, perlopiù piccole realtà di cui il 70% con titolari stranieri. Ed è qui che la riduzionedei tempi per inviare le ingiunzioni dovrebbe agire.

E’ infatti proprio la quota dei morosi con origine straniera che colloca Prato all’ultimo posto della graduatoria per la riscossione della tassa sui rifiuti: la nostra provincia infatti ha una percentuale di morosità superiore del 5-6% rispetto alle altre città toscane.

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