Gioco
Il falco pellegrino pranza sopra l’antica ciminiera
Il bellissimo rapace ha consumato la sua preda nell’ex Campolmi Sempre più frequenti gli avvistamenti di questi esemplari anche nei centri urbani
PRATO. Cielo azzurro, azzurrissimo. La ciminiera dell'ex Campolmi, quaranta metri d'altezza, si staglia nell'azzurro. Piccole piume scendono giù dalla vetta, una dietro l'altra, a intermittenza. Impegnato nello spiumaggio della preda (una gabbianella?), è un falco pellegrino. A Prato è di casa: a chi frequenta la biblioteca Lazzerini è alza il naso dai libri o dallo smartphone può capitare di vederlo.
Ieri, festa dell'Immacolata, c'era una luce bellissima e il falco pellegrino si è concesso per diversi minuti. Altre volte ha sostato anche sul campanile della chiesa di San Bartolomeo. Ha una vista formidabile e una velocità eccezionale: in picchiata può raggiungere anche i 300 chilometri orari. Si nutre di uccelli, topi, rettili. In città non è insolito poterlo vedere perché sa benissimo che vi sono migliaia di piccioni, prede non difficili da catturare. Ma sul Bisenzio vi sono anche gallinelle d'acqua, gabbiani, martin pescatori. Insomma, di fame da queste parti non si muore.
In genere nidifica in anfratti tra le rocce o in nidi abbandonati da altri uccelli, ma oggi è sempre più frequente avvistarlo anche nei grandi centri urbani. E’ capitato anche che abbia scelto di mettere su famiglia nella cupola del Brunelleschi. Nel 2006 la nidificazione di Giotto e di Tessa è stata seguita e documentata anche con dei video. A installare le telecamere all'interno di una cavità del cupolone furono i vigili del fuoco che, partendo dalla sommità della cupola, scesero in cordata. Ora quelle immagini sono facilmente visibili su youtube.
Spettacolare sono anche le battute di caccia, spesso infruttuose, che il falco pellegrino organizza contro le nuvole di storni. Infruttuose perché gli storni hanno adottato delle strategie difensive che rendono quasi impossibile la cattura anche di un solo esemplare. Si muovono infatti tutti insieme velocemente e cambiando direzione di continuo, disorientando così il rapace.
Incontrare il falco pellegrino nel centro di Prato, lassù sulla ciminiera dell'antica "Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.", oggi un monumento di archeologia industriale ma soprattutto un indiscusso polo culturale grazie al Museo del tessuto e alla biblioteca Lazzerini, è un piccolo regalo che ci possiamo fare quando la fortuna ci bacia in fronte. E ieri, per chi scrive (e fotografa) è stato uno di quei giorni.
Giovanni Ciattini
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