La protesta
«Non faremo il minareto, qui non comandiamo noi»
PRATO. Sembra che non ci saranno “guerre di religione” dopo l’altolà del Comune al progetto dell’associazione musulmana “La Speranza” di costruire una moschea con minareto in piazza del Mercato Nuovo....
PRATO. Sembra che non ci saranno “guerre di religione” dopo l’altolà del Comune al progetto dell’associazione musulmana “La Speranza” di costruire una moschea con minareto in piazza del Mercato Nuovo. La moschea si farà, ma quasi certamente senza minareto. Parola di Mazigh Abdelmoula, portavoce de “La Speranza”, dopo l’intervista al vice sindaco Simone Faggi che al Tirreno ha detto di non vedere di buon occhio il minareto, perché incompatibile col contesto urbano di Prato.
«Faremo come dice Faggi - taglia corto Mazigh Abdelmoula - Rispettiamo le regole della città, d’altronde qui non comandiamo noi». Parole che sembrano troncare sul nascere qualsiasi contrapposizione tra la comunità islamica che si riconosce ne “La Speranza” e la giunta comunale di Prato, di cui Faggi ha interpretato la linea politica.
Il rischio c’era, perché una moschea senza minareto è come una chiesa senza campanile, ma evidentemente la comunità islamica non se l’è sentita di impegnarsi in un braccio di ferro con l’amministrazione comunale per difendere un progetto che, nella sua parte esecutiva, non è stato ancora presentato in Comune. E che comunque va avanti con la raccolta di fondi.
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