Toscana
Danni per centinaia di milioni
Il cda della Banca Popolare di Vicenza chiama in causa gli ex vertici della Bpvi
MILANO. Il danno subito dalla Banca Popolare di Vicenza a causa della gestione dei vertici in carica dal 2013 al 2015 «si può ragionevolmente stimare nell'ordine di diverse centinaia di milioni di euro». E' quanto scrive il cda della banca nella relazione all'assemblea del 13 dicembre che discuterà l'azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori. Secondo il cda «la quantificazione di tale danno andrà verosimilmente incrementandosi» anche per l' «ingente danno reputazionale subito dalla banca».
Il cda, viene spiegato nella relazione, "ritiene che sussistano sufficienti e fondati elementi per promuovere l'azione di responsabilità" nei confronti «di ex direttori generali e di ex vice direttori generali, di ex amministratori esecutivi e non esecutivi, nonché di ex sindaci, in carica nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2013 e il mese di maggio 2015».Si tratta, in pratica, dell'ultimo triennio della gestione di Gianni Zonin e dell'ex dg Samuele Sorato. La banca, in questo primo momento, si è concentrata sugli investimenti nei Fondi Athena Capital Balanced Fund e Optimum Evolution Multistrategy I-II, le erogazioni di finanziamenti a soggetti privi di merito creditizio o senza garanzie, violazioni e carenze riferibili all'ex direzione generale e a ex amministratori. Sarà poi possibile anche un'estensione del perimetro delle contestazioni ai vecchi vertici, anche a seguito delle indagini della magistratura, che consentiranno «senza ombra di dubbio integrare il quadro degli illeciti a fondamento della domanda risarcitoria».
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