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Prato

 

Creaf: la Regione non molla, vuole indietro 11 milioni

L'edificio del Creaf
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L'edificio del Creaf

Rischio fallimento per il  centro di ricerca di via Galcianese mai decollato. Se la Toscana viene inserita tra i creditori non ci sono chance per il concordato preventivo

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PRATO. La Regione non molla. Vuole indietro dal Creaf, il centro di ricerca di via Galcianese mai decollato, 11 milioni di euro di finanziamenti erogati in tre tranche. Se n’è discusso nel corso dell’udienza civile per la procedura di concordato preventivo. Sullo sfondo c’è il rischio del fallimento.

Se il giudice deciderà di inserire la Regione tra i creditori privilegiati del concordato (e dunque da risarcire al 100%) si andrà al fallimento, perché il Creaf possiede solo l’immobile di via Galcianese che valuta 8,5 milioni (la Procura lo valuta 6,5). I legali del Creaf invece sostengono che solo l’ultima tranche dei finanziamenti (circa 2 milioni) debba essere considerata tra i crediti privilegiati, perché le altre due sono state rendicontate. In questo caso la somma da restituire col concordato si ridurrebbe drasticamente (2 milioni più il 20% dei residui 9 milioni, per un totale inferiore ai 4). La Procura ha già chiesto il fallimento della società e ha indagato l’amministratrice.

Entro il 29 dicembre il Creaf dovrà presentare un piano dettagliato di restituzione delle somme ai creditori e dopo quella data il giudice scioglierà la riserva sull’impasse che si è creato con la Regione, dando il via libera al concordato oppure decidendo per il fallimento.

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