Sicurezza
Terrorismo: espulso pakistano per motivi di sicurezza
Prato, l'annuncio è stato dato dal ministro dell'interno Angelino Alfano. Lo straniero aveva maturato un rapido processo di radicalizzazione
ROMA. Un kosovaro e un pakistano legati ad ambienti islamici radicali sono stati espulsi "per motivi di sicurezza dello Stato". Ne dà notizia il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in un comunicato. "Sale così a 127 il numero degli espulsi da gennaio 2015 a oggi nel contrasto all'estremismo religioso, di cui 61 dal primo gennaio 2016", sottolinea Alfano. Il kosovaro è stato rimpatriato, con un volo partito da Milano Malpensa. E' un 26enne, residente a Fiesse, in provincia di Brescia. Le indagini di Polizia hanno documentato che lo straniero era collegato al circuito di un foreign fighter marocchino, partito da Brescia nel settembre 2013 per raggiungere il teatro bellico siro-iracheno dove si era unito alle milizie dell'autoproclamato Stato Islamico.
"Oltre al kosovaro espulso oggi, mercoledì 30, in questi giorni -precisa il ministro- è stato espulso anche un 42enne pakistano, in Italia dal 2006, frequentatore del luogo di culto tabligh di Prato, che aveva maturato un rapido processo di radicalizzazione indotto da un suo connazionale, già espulso per motivi di sicurezza dello Stato nell'aprile 2015 .Le attività investigative e di intelligence hanno riscontrato che lo straniero manteneva contatti in Pakistan con ambienti islamici radicali e con soggetti che sostengono organizzazioni terroristiche attive in Afghanistan. Prosegue, dunque - conclude Alfano - l'intensa attività di prevenzione per abbassare il più possibile il livello di rischio in Italia, pur nella consapevolezza che nessun Paese, oggi, può dirsi a rischio zero".
Il pakistano Mahmood Khan Zia Afgaal risiedeva a Firenze, ma da tempo era l'imam del centro di culto di Prato. Aveva un negozio in via Cavour, nel centro storico di Firenze. L'uomo, arrivato a Firenze nel 2006, lo ha gestito fino all'anno scorso, quando ha cessato l'attività. Secondo le informazioni in possesso della Digos fiorentina e dei servizi segreti, nel centro di preghiera di Prato, che avrebbe frequentato fino allo sua partenza dall'Italia lo scorso agosto, svolgeva anche l'attività di imam, attraverso la quale radicalizzata musulmani in Italia, e, sul fronte internazionale, vantava contatti col mondo contiguo allo jihadismo pakistano e afghano. Personalità conosciuta nel mondo musulmano fiorentino e pratese, con le sue prediche aveva contribuito a radicalizzare anche un 27enne pakistano che è stato espulso da Prato. Il 42enne, Mahmood Khan Zia Afgaal, viveva nel capoluogo toscano in una casa nella zona del Poggetto nell'immediata periferia di Firenze, con la moglie pakistana, la compagna italiana convertita all'Islam - che aveva di fatto il ruolo di seconda moglie - e i figli avuti dalle due donne. Lo scorso agosto aveva lasciato l'Italia ed era tornato in Pakistan con tutta la famiglia, compresa la compagna. La donna, che lavora a Firenze ed attualmente in aspettativa, si trova ancora in Pakistan. Nei giorni scorsi, per motivi in corso di accertamento da parte della Digos di Firenze, il 42enne tornato da solo in Italia e in particolare a Firenze, alloggiando in una casa di alcuni conoscenti. Qui stato rintracciato dai poliziotti della Digos a seguito del provvedimento di espulsione emesso nel frattempo nei suoi confronti. Venerdì scorso stato rimpatriato in Pakistan.
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