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Prato

Festa della Toscana dedicata all’acqua che salva e condanna

Festa della Toscana dedicata all’acqua che salva e condanna

Domani in palazzo comunale verranno presentati gli elaborati degli studenti di Tavola, Don Bosco e San Niccolò

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PRATO. Una Festa della Toscana dedicata al tema dell'acqua: come risorsa ma anche come minaccia.

Nella sedicesima edizione della manifestazione (iniziata nel Duemila) voluta dalla Regione e declinata sui territori con appuntamenti e manifestazioni, nata, in origine, per ricordare il regno illuminato del Granduca Pietro Leopoldo (1765 - 1790, poi imperatore d'Austria) che nella riforma della legislazione criminale Toscana abolì, per la prima volta, la pena di morte, a tenere banco questa volta sarà il tratto di stratega e innovatore dalla grande progettualità del regnante.

Fu Pietro Leopoldo, infatti, a bonificare le aree paludose della Maremma e sempre lui a ordinare il piano di regimazione delle acque toscane, realizzando, per esempio, il Fosso Reale che è in funzione tutt’ora.

«Un tema complesso - spiegano la presidente del Consiglio comunale Ilaria Santi e l'assessore alla Scuola Mariagrazie Ciambellotti - che abbiamo cercato di attualizzare coinvolgendo le scuole».

Tre istituti, tre temi diversi: le elementari di Tavola si sono occupate dell'acqua che distrugge e porta via, affrontando il tema dell'alluvione del 1966 che provocò danni soprattutto nell'area della frazione. Con incontri e indagini autonome (il progetto continuerà anche dopo la Festa della Toscana), i ragazzi hanno approfondito il tema anche grazie a interviste ai nonni e agli anziani del quartiere.

I ragazzi del San Niccolò hanno affrontato il tema dell'alluvione da un altro punto di vista, quello del recupero, della rinascita, con un lavoro su Leonetto Tintori: «Un artista completo e grande restauratore - ha spiegato Rita Iacopino, direttrice del museo di Palazzo Pretorio - cui spettò ilo merito di aver profuso un grande impegno nel recupero delle opere d'arte, soprattutto cicli di affreschi, danneggiati dall'acqua».

Il terzo impegnativo tema che è stato affidato ai ragazzi delle medie Don Bosco riguarda l'acqua che si trasforma nella via della salvezza o della dannazione: «L'acqua intesa come mare, il nostro mare - spiegano Santi e Ciambellotti - che, percorso da migranti in cerca di un'altra vita, diviene di volta in volta lo strumento della rinascita o della morte». Per svolgere questo particolare tema è stato coinvolto di Teatro Metropopolare, che lavora con i detenuti, la cui sede è alla Dogaia, alla cui direzione artistica c'è Livia Gionfrida.

«Abbiamo fatto alcune performace nella scuola per affrontare e sviluppare il tema con i ragazzi» dice.

Il migrante, lo scafista, i turisti delle coste siciliane che accolgono il maggior numero di sbarchi, il medico che prende in cura i profughi dopo la traversata in mare. Questi i personaggi della piece che "riletta" dagli studenti si è trasformata in un video i cui attori sono i ragazzi e che sarà presentato, a partire dalle 9,30, mercoledì prossimo, in palazzo comunale, assieme a tutti gli altri elaborati fatti dalle classi in queste settimana. Presenti nel giorno della Festa della Toscana dedicato al tema dell'acqua, oltre alla presidente del Consiglio comunale e all'assessore alla scuola, anche l'assessore alla cultura Simone Mangani.

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