Sicurezza
Arriva il primo quad della Misericordia
PRATO. Dove non arriva l'ambulanza, può arrivare il "quad", la moto fuoristrada a quattro ruote. Questa la considerazione che ha spinto la Misericordia di Prato a dotarsi di un mezzo di questo tipo...
PRATO. Dove non arriva l'ambulanza, può arrivare il "quad", la moto fuoristrada a quattro ruote. Questa la considerazione che ha spinto la Misericordia di Prato a dotarsi di un mezzo di questo tipo per gli interventi di emergenza.
«La nuova e importante acquisizione, si tratta del primo mezzo del genere operante sul territorio pratese - spiega una nota della Misericordia - è stata possibile grazie alla generosità dei familiari di Serena Ventura, giovane consorella della Misericordia scomparsa improvvisamente un anno fa a causa di una grave malattia. La donna era molto attiva nell’Arciconfraternita, era capoguardia e svolgeva numerosi servizi. Nel suo nome sabato è stata celebrata una messa presso la sede operativa di via Galcianese dal correttore don Francesco Spagnesi, alla presenza del proposto Gianluca Mannelli, dei membri del Magistrato, di numerosi confratelli e consorelle e del dottor Michele Lanigra, responsabile dell’unità funzionale del 118 di Prato. E naturalmente dei parenti di Serena».
«Sono stati i due nipotini della donna, al termine della celebrazione - spiega ancora la Misericordia - a tagliare il nastro per l’inaugurazione del nuovo mezzo. Alla cerimonia è intervenuto anche il sindaco Matteo Biffoni, che ha ricordato con emozione la donna scomparsa. I due si conoscevano molto bene, erano coetanei e insieme avevano frequentato la stessa classe ai tempi delle elementari. Il quad, dipinto con i colori della Misericordia, è già operativo e a disposizione dell’unità di protezione civile dell’Arciconfraternita. È come se fosse una piccola ambulanza fuoristrada, pronta ad ogni evenienza e capace di arrivare anche dove le jeep sono costrette a fermarsi. È dotato di sirena e lampeggiante, a bordo trovano spazio una lettiga, il necessario per prestare servizio sanitario e un defibrillatore semiautomatico, quest’ultimo donato dagli amici di Serena». Col nuovo mezzo i volontari della Misericordia contano di poter intervenire in luoghi nei quali finora era impossibile arrivare con le normali ambulanze.
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