Il Tirreno

Prato

Moschea e minareto al Mercato Nuovo

di Ilenia Reali
Moschea e minareto al Mercato Nuovo

La comunità musulmana ha firmato il compromesso per un immobile

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di Ilenia Reali

PRATO

Il loro sogno è quello di avere una moschea vera e propria con un minareto e il muezzin che chiama i fedeli per la preghiera. Ed è con questa idea che la comunità islamica di Prato ha acquistato un fondo in piazza del Mercato Nuovo (lato via Gaetano Bresci) per trasformarla nel loro luogo di culto. Nelle scorse settimane è stato firmato il compromesso con la proprietà dell'immobile che in passato ospitava un'azienda tessile mentre il contratto di acquisto sarà firmato a fine 2017. Nel frattempo è stato pagato un anticipo di 60mila euro e il professionista incaricato dalla comunità ha presentato un progetto di massima agli uffici del Comune. Progetto che prevede di realizzare un minareto, sullo stile di quello della moschea di Roma ma più basso (circa 5 metri), due ingressi e due sale per la preghiera (uomini e donne) e una piccola biblioteca per i visitatori e per insegnare il Corano ai bambini. In tutto la nuova moschea sarà 930 metri quadrati. L'inaugurazione della moschea che si chiamerà “La Speranza” è prevista nei primi mesi del 2018 per consentire i lavori di restauro che saranno realizzati, in modo volontario, dai fedeli.

La nuova moschea, di fatto, nascerà da una scissione con il gruppo di vicolo dei Gherardacci. E non a caso c'è già pronto un nuovo imam, il marocchino Abdelrasq Elgarchani. I diretti interessati non confermano la scissione ma da tempo tra i fedeli che si ritrovavano per pregare nel vicolo adiacente a via Tintori non corre buon sangue. Alla base degli screzi un'interpretazione diversa del ruolo della comunità nella città - più moderati coloro che fanno riferimento al nuovo progetto - e la gestione economica che si sostanzia prevalentemente nell'organizzazione dei viaggi alla Mecca .

«Quella che realizzeremo in piazza del Mercato Nuovo - conferma Mazigh Abdelmoula, portavoce dell'associazione “La Speranza” nata appunto per portare avanti il progetto - sarà una vera e propria moschea e non solo una stanza per pregare. Crediamo sarà una ricchezza anche per Prato che potrà conoscere meglio l'Islam. Chiunque troverà porte aperte per informarsi. Noi, invece (siamo in circa 700 fedeli) saremo più liberi di esercitare la nostra religione e di insegnarla ai nostri bambini».

I tempi per l'inaugurazione saranno lunghi perché nel frattempo si stanno raccogliendo i soldi per pagare l'immobile. «Abbiamo un accordo con la proprietà - riferisce il portavoce - che prevede rate per il pagamento: la seconda rata, di 50mila euro, la pagheremo a dicembre. Abbiamo già i soldi sufficienti grazie alla partecipazione dei fedeli. A fine 2017 dovremo pagare l'ultima rata più cospicua ma credo che non avremo problemi. Al momento non abbiamo avuto finanziamenti dall'estero ma siamo inseriti nella Federazione regionale islamica e quindi siamo ottimisti. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione abbiamo accordi con ditte di fedeli che lavoreranno in modo volontario».

Sulle motivazioni della scissione Mazigh Abdelmoula non si dilunga. «I rapporti con il gruppo di vicolo dei Gherardacci sono buoni. Solamente lì non ci stiamo più, eravamo troppi e c'erano problemi di parcheggio. Il centro era molto scomodo».

La comunità che si sta creando attorno alla nuova moschea è prevalentemente formata da fedeli originari del Marocco e poi del Pakistan. Non mancano però gli albanesi e anche qualche italiano. «Nel progetto è coinvolto il 90%per cento dei musulmani che vive a Prato», conclude Abdelmoula.

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