Malato di leucemia segue le lezioni grazie alla scuola 2.0
La storia di Manuel, 11 anni, appassionato della matematica che da casa riesce a stare in contatto con prof e compagni
MONTEMURLO. La sua materia preferita è la matematica, «perché i numeri - dice - sono perfetti e con la matematica non si sbaglia mai». Così Manuel, 11 anni, malato di leucemia, inizia a raccontare la sua nuova avventura con la scuola digitale, il progetto che gli permette di seguire da casa le lezioni che vengono svolte in classe, nella scuola primaria "Alberto Manzi" di via Morecci, dalla maestra Stefania. Collegato attraverso il computer di casa alla Lim (la digitale) della sua aula, Manuel, infatti, segue tutti i giorni le lezioni di quinta elementare insieme al resto della sua classe, collegato dal divano di casa, l'unica condizione che, nel suo caso, gli permette di rimanere in pari con il programma di tutte le materie.
Manuel ha scoperto la sua malattia nel giugno scorso, pochi giorni dopo il termine della scuola, e da allora ha cominciato a seguire specifiche terapie al reparto di oncoematologia dell'ospedale Meyer di Firenze. Quando a settembre la scuola è ricominciata, per lui sarebbe stato troppo complicato frequentare quotidianamente le lezioni e così la sua maestra si è prodigata affinché Manuel potesse seguire da casa le spiegazioni e rimanere in pari con i compiti. Grazie alla Lim, la lavagna multimediale, e una telecamera collegata al suo computer, Manuel può così studiare e interagire sia con la maestra sia con i compagni, che non lo lasciano solo neanche durante la ricreazione. Quando le lezioni e il collegamento finiscono, all'incirca verso le 16.30, Manuel fa merenda e poi si rimette a studiare.
La scuola gli piace tanto, perché Manuel è curioso ed è dotato di un'intelligenza vivace e matura, capace di dare lezioni più che di prenderne. «L'italiano e la poesia - spiega - non mi piacciono quanto la matematica, perché le parole non hanno mai un unico significato, come invece succede con i numeri, ed è vero che leggere apre la mente, ma anche stare in ospedale per tanti mesi apre la mente e allora, per questo, forse è più bello saper contare».A settembre per Manuel è stata organizzata una festa speciale in Sala Banti per la raccolta di fondi da destinare al Mayer in grado di esaudire un suo desiderio speciale: l'acquisto di panchine da installare nel corridoio del reparto dove spesso è ricoverato e dove i bambini potranno finalmente sedersi insieme.
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