Il dolore
Performance in rosa al Pecci
Tra il pubblico anche gli studenti del Buzzi con il bracciale arancione
PRATO. Con una fascia arancione di stoffa al polso, un gruppo di studenti dell’Istituto Buzzi ha aderito alla Giornata internazionale contro della violenza contro le donne partecipando a una serie di eventi allestiti fra le opere della mostra “La fine del mondo” all’interno del Centro Pecci. Una collocazione insolita, scelta dal’assessore regionale alla cultura Monica Barni, di concerto con la presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana Irene Sanesi e con il direttore Fabio Cavallucci. «Un luogo simbolo della contemporaneità per un problema che è tra noi, profondamente incuneato nelle nostre vite – ha spiegato Barni - che solo attraverso una cultura realmente vissuta, come accade qui, sarà possibile eliminare portandone alla luce le cause profonde che lo determinano».
Particolarmente forte la performance di Francesca Carpanesi della Compagnia teatrale pistoiese Gli Omini , che ha riportato, spesso con parole crude, le drammatiche situazioni vissute da alcune donne, vittime di violenze, da loro intervistate. Di seguito la proiezione di un breve video girato per l'occasione: un percorso audiovisivo narrato da Paolo Ruffini, voce recitante di due composizioni della poetessa toscana Beatrice Niccolai, che ha poi letto una sua poesia mentre scorrevano i ritratti femminili realizzati dall'artista Marlene Dumas per “La fine del mondo”. La presidente della Fondazione Irene Sanesi ha poi invitato gli studenti a seguire la visita guidata della mostra, con alcune opere particolarmente attinenti alla creatività femminile. Oltre alla Dumas infatti, c’era il video di una performance di Susanne Lacy, fatta in Ecuador con 100 uomini che leggono le lettere di donne violentate. E per finire l ’opera la Venere di Savignano, una piccola scultura paleolitica di 25 mila anni fa.
Riccardo Tempestini
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