Il dolore
Offerte ritirate all’asta «Ecco perché l’ho fatto»
Abitazioni occupate: molti compratori si sono tirati indietro all’ultimo momento Una poliziotta: «Non me la sentivo di farmi una casa sulle lacrime degli altri»
PRATO. «Non me la sono sentita di farmi una casa sulle lacrime degli altri, non mi sembrava giusto...». Poche parole che dicono tutto quello che c’è da dire su quanto accaduto giovedì mattina nell’aula al primo piano del Palazzo di giustizia durante l’asta per la vendita di una ventina di appartamenti in via Siena e in via Zarini. A pronunciarle è il sostituto commissario Annamaria Ietto, da una vita in forza alla Questura di Prato.
C’era anche lei giovedì tra le decine di persone che hanno partecipato all’asta indetta dal commercialista Evaristo Ricci, un’esecuzione immobiliare promossa da una banca alla quale il costruttore aveva smesso di pagare il mutuo. E il sostituto commissario Ietto è stata tra quelli che hanno ritirato le proprie offerte quando hanno capito che si riferivano ad appartamenti occupati (poco meno della metà del totale), per consentire agli occupanti di ricomprarsi la casa senza doversi svenare (molti l’avevano già pagata per intero).
Di solito non va così, anzi capita che succeda l’esatto contrario, visto che quando c’è da comprare a quei prezzi (50/60.000 euro per un bilocale) gli immobiliaristi non si fanno troppi scrupoli. Altre volte è successo che qualcuno con ancora meno scrupoli si sia fatto pagare profumatamente da chi era con l’acqua alla gola per ritirare l’offerta alla vigila dell’asta.
«È stata una scena commovente - ha poi commentato il commercialista Ricci - Molti hanno pianto e hanno ringraziato. Alla fine tutti gli appartamenti sono stati venduti».
«No, non me la sono proprio sentita - spiega Annamaria Ietto - Era la prima asta immobiliare a cui partecipavo e avevo fatto un paio di offerte, ma non era proprio il caso di insistere. Mi sono resa conto che c’è ancora gente che ha un cuore e non pensa solo al portafoglio».
Il gesto del sostituto commissario, infatti, non è stato isolato, ma sono state almeno sette le offerte che sono state ritirate per gli appartamenti già occupati.
In Tribunale era arrivata fin dalle prime ore del mattino una folla di aspiranti compratori: 114 le offerte presentate per un totale di 34 lotti, tra appartamenti e posti auto. È stata la procedura di esecuzione immobiliare più affollata degli ultimi anni e il motivo è presto detto. Quegli appartamenti all’inizio costavano tra i 130.000 e i 140.000 euro, ma i successivi incanti andati deserti hanno fatto crollare il prezzo fino a 50.000/60.000 euro, stuzziando l’appetito di molti, ma non fino al punto di lasciare intere famiglie in mezzo a una strada.
Paolo Nencioni
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