Il Tirreno

Prato

Narnali, per 20 dipendenti posto di lavoro a rischio

Maria Lardara
Narnali, per 20 dipendenti posto di lavoro a rischio

Terminato il trasferimento degli ospiti della Rsa che verrà trasformata in struttura per cure intermedie. Via alle trattative con l’Asl per le ricollocazioni

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PRATO. Per quarantatré anziani si sono aperte le porte di una nuova struttura, per venti lavoratori quelle porte si sono chiuse. E non si riapriranno. Sono gli angeli dei nonni di Narnali, quelli che hanno cercato di ridare calore umano, infondere speranza e sicurezza a persone che fino a sedici mesi prima subivano dei maltrattamenti. Completato il trasferimento degli ospiti della residenza sanitaria assistenziale, con un mese d'anticipo rispetto alla tabella di marcia che s'era data l'Usl Toscana Centro, rimane la patata bollente della ricollocazione del personale. Un destino incerto per il personale della cooperativa MiSe facente capo al Consorzio Opere di Misericordia: si tratta, complessivamente, di trenta unità, nella maggior parte dei casi inquadrate a tempo indeterminato, e altre cinque unità con contratto in somministrazione (agenzia interinale).

Giovedì scorso, gli angeli col camice bianco (addetti all'assistenza di base e operatori socio-sanitari) hanno salutato gli anziani prima che prendessero la volta di altre sedici Rsa dove nel frattempo si erano liberati dei posti (l'azienda sanitaria aveva, al massimo, un mese di tempo per completare il trasferimento): un gruppo di tredici anziani è stato trasferito nella stessa struttura. Resta in piedi il Centro diurno Alzheimer, almeno fino all'avvio dei lavori di ristrutturazione secondo gli standard di sicurezza previsti dall'ultima normativa. L'addio alla Rsa di Narnali getta così le basi della trasformazione della struttura per creare venti posti destinati alle cure intermedie: i lavori prenderanno il via all'inizio del 2017 e andranno avanti per circa dieci mesi. A fine anno sarebbe comunque terminato il rapporto tra la cooperativa MiSe (era subentrata subito al consorzio Astir dopo la vicenda dei maltrattamenti) e l'Asl per la gestione della Rsa di Narnali: il contratto degli operatori era dunque legato a un affidamento temporaneo della casa di riposo. Tra due settimane Asl e Società della Salute incontreranno la federazione regionale delle Misericordie toscane, mentre ieri pomeriggio il personale ha avuto due ore serrate di confronto con il responsabile Gianluca Staderini. «La disponibilità Ausl c’è e l’attenzione per trovare una soluzione per i lavoratori è forte. Speriamo di ricollocare tutti, con i lavoratori ci rincontreremo il 6 dicembre».

Nessuna possibilità di ricollocare questi lavoratori in altre case di riposo visto che hanno già il proprio personale, idem per le realtà pratesi che gestiscono le Rsa dove sono finiti gli anziani di Narnali. «Non esistono le condizioni normative e contrattuali per cui i lavoratori possano passare sotto altre cooperative - spiega il segretario della Fp-Cgil Sandro Malucchi - Mancano, evidentemente, le condizioni politiche perché l'Asl si è disinteressata dei lavoratori». Non può valere in questi casi la clausola sociale prevista nelle gare d'appalto trattandosi dell'interruzione di un servizio legato alla chiusura della Rsa. Il fatto è che la cooperativa MiSe avrebbe difficoltà a spostare i suoi lavoratori non occupandosi di altre residenze sanitarie assistenziali ma operando solo sul segmento dell'assistenza domiciliare privata dove comunque ha già personale a sufficienza. Si salvano, al momento, solo gli operatori socio-assistenziali, il 60% della forza lavoro impiegata nella struttura di Narnali: su trenta unità in capo alla coop MiSe per la Rsa, circa 15-20 Oss saranno reinseriti nei servizi dell'assistenza domiciliare a Pistoia, i restanti Adb resteranno senza occupazione, così come i cinque lavoratori con contratto interinale.

 

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