Sicurezza
Essegiemme si fonde con Asm
Al via il primo passo verso l'aggregazione in Consiag servizi comuni
PRATO. Essegemme torna nel ventre della casa madre, Asm spa, ma solo temporaneamente per poi essere fusa con Consiag Servizi Comuni: un passaggio burocratico, previsto dalle normative nazionali. E’ partito, con il via libera in commissione bilancio e con il passaggio in consiglio comunale, l’iter che porterà alla chiusura della partecipata Asm con 14 dipendenti (passeranno tutti prima in Asm poi in Consiag ,tranne uno che andrà in pensione) e al passaggio della gestione di parcheggi, soste, strutture coperte e scoperte alla società satellite Consiag che ha già inglobato Asm Servizi. «E’ necessario, in via preventiva - spiega il vicesindaco Simone Faggi, con delega alle Partecipata- fondere Essegiemme con Asm, per tenere la società sotto il diretto controllo pubblico. Questo prevedono le normative». Quando Essegiemme sarà di Asm, società a completa partecipazione pubblica, si potrà fare il passo successivo: la fusione in Consiag servizi, altra società in mano ai Comuni. «Oltre alla razionalizzazione delle partecipate - prosegue Faggi - il passaggio è obbligatorio anche in vista della fusione delle società che gestiscono il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in tutta l’area vasta, vincitrici della gara».
Ed ecco la “Partita” vera, quella da 270 milioni l’anno per vent’anni, le cui tappe di avvicinamento al fatidico primo gennaio 2018, data nella quale il servizio rifiuti sarà unico per Firenze, il suo hinterland, Prato, Pistoia, l’area empolese, procedono a passa spedito. Alia, questo il nome della futura super società che complessivamente si troverà a gestire qualcosa come un migliaio di dipendenti, dovrebbe nascere ufficialmente il 27 febbraio 2017, tra tre mesi dunque. Decisi i pesi (Prato avrà il 16% delle quote, Firenze il 51, Pistoai ed Empoli il 10, il Cis il 2, l’area fiorentina il 21) la discussione, in queste settimane, si è spostata sui contrappesi: chi avrà cosa come incarichi e nomine. E se Firenze con la maggioranza delle azioni e probabilmente l’amministratore delegato, avrà pieni poteri decisionali sul fronte patrimoniale, sulla base dei criteri stabiliti tra i soci, non potrà invece esercitare il comando su acquisizioni, scelte straordinarie, decisioni sui territori. Cinque i consiglieri nel cda, Prato punta ad avere due (con la vicepresidenza) lasciando la presidenza agli altri soci. In primi Pistoia e Empoli. Un’opzione che non convince tutti. <QM>(c.o.)
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