La manifestazione
Botta e risposta tra difesa e pm al processo sul sottopasso
PRATO. «Qui si processa l’imputato sbagliato». Questo, nella sostanza, uno dei passaggi principali dell’arringa dell’avvocato Olivia Nati, difensore dell’ex funzionario comunale Lorenzo Frasconi,...
PRATO. «Qui si processa l’imputato sbagliato». Questo, nella sostanza, uno dei passaggi principali dell’arringa dell’avvocato Olivia Nati, difensore dell’ex funzionario comunale Lorenzo Frasconi, imputato insieme ad altre tre persone per la morte di tre donne cinesi annegate nel sottopasso di via Ciulli ai primi di ottobre del 2010.
L’avvocato Nati ha sostenuto che Frasconi non può essere chiamato a rispondere di quanto accaduto perché, pur essendo all’epoca dirigente del Servizio mobilità, non avrebbe compiuto atti o errori che hanno portato alla tragedia. Un’impostazione che ha provocato la dura replica del pubblico ministero Lorenzo Gestri. Pur tra reciproche attestazioni di stima, Gestri ha detto che in questo processo la Procura non ha cercato un capro espiatorio, ma pensa di aver dimostrato a sufficienza le ragioni per cui Lorenzo Frasconi e Stefano Caldini, direttore dei lavori del sottopasso, dovrebbero essere condannati a due anni di reclusione.
«Non ho una concezione agonistica del processo - ha detto Gestri e non ho leso il diritto della difesa». Ha poi ribadito che al sottopasso mancava il nulla osta del Genio civile e che doveva essere Frasconi a controllare.
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