Sicurezza
Donna perde la causa di divorzio anche per le foto e i post su Facebook
Il giudice li ha giudicati "inadeguati per una cinquantenne" e ha attribuito a lei la responsabilità della fine del matrimonio
PRATO. Una donna ha perso la causa di divorzio anche per colpa di alcune foto apparse sul suo profilo facebook che la ritraggono in discoteca, insieme alla figlia sedicenne, vestita con leggins attillati e corti, un abbigliamento che appare "inadeguato per una cinquantenne" a parere del giudice Angela Fedelino. Della sentenza di divorzio, emessa dal tribunale di Prato, ha scritto oggi, giovedì 24 novembre, La Nazione.
Secondo il magistrato la responsabilità della fine del matrimonio è da attribuire alla donna, una cinquantenne italiana, ai suoi comportamenti disinibiti anche sui social. Il giudice ha quindi asssegnato all'uomo, anche lui cinquantenne, l'abitazione che i due avevano comprato insieme e ha disposto che la moglie versi all'ex, ogni mese, 200 euro per il mantenimento della figlia maggiorenne, ma non autosufficiente.
Le foto postate su Facebook raffiguravano la donna e la figlia in discoteca con abbigliamento aderente, con pantaloni tipo leggings neri tagliati. Abbigliamento e atteggiamenti che i giudici definiscono "inadeguati" sia per la figlia 16enne ("troppo giovane") che per la madre cinquantenne.
Diverse le motivazioni che il giudice riporta in sentenza, attribuendo rilevanza anche a quanto pubblicato su Facebook dalla donna. Nel mirino finiscono appunto le foto, ma "discutibili" sono giudicati anche alcuni commenti della donna sul social: uno sarebbe relativo a un incontro che avrebbe avuto con un altro uomo: "E' insaziabile di me...". Un commento ritenuto poco opportuno dai giudici, tenuto conto che anche la figlia avrbbe potuto leggerlo.
Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe anche prelevato circa 15mila euro dal conto cointestato con l'ex marito usandoli per andare dal parrucchiere e dall'estetista nonostante la famiglia vivesse un momento di difficoltà. Circostanza negata dalla signora che ha precisato di aver utilizzato quei soldi per varie spese domestiche. "Condannare la mia assistita perché indossava dei leggins o per due foto su facebook mi sembra assurdo. Valuteremo se fare appello", il commento del legale della donna, avvocato Serena Cresti, riportato dal quotidiano.
La donna si è difesa sostenendo di essere andata in discoteca per accompagnare la figlia e di averla aspettata per portarla a casa, come si fa con i figli adolescenti.
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