Il Tirreno

Prato

All'asta venti appartamenti, ressa in Tribunale

di Paolo Nencioni
La ressa in Tribunale per l'asta
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La ressa in Tribunale per l'asta

Si tratta di due condomini in via Zarini e via Siena realizzati da un costruttore che poi ha smesso di pagare il mutuo alla banca. Sono state presentate 114 offerte di cui numerose da parte di cittadini orientali. Le case costavano 140.000 euro e ora vengono offerte a 50.000

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PRATO. Decine di persone si sono accalcate nella mattinata di oggi, 24 novembre, in un'aula al primo piano del Palazzo di giustizia di Prato per partecipare a un'asta immobiliare tenuta dal commercialista Evaristo Ricci. Sono 34 i lotti oggetto dell'asta, corrispondenti a una ventina di appartamenti e qualche posto auto in due condomini di via Zarini e via Siena. L'asta è la conseguenza di un'esecuzione promossa da un istituto di credito nei confronti del costruttore, che ha smesso di pagare il mutuo. Sono ben 114 le buste con le offerte pervenute allo studio della commercialista e le operazioni sono andate avanti fino al tardo pomeriggio. I compratori, tra i quali figurano numerosi cittadini orientali, sono stati attirati dai prezzi relativamente bassi dei beni messi all'asta.

Uno degli aspiranti acquirenti ha spiegato in aula che gli appartamenti messi all'asta nella procedura di esecuzione immobiliare sono di metrature relativamente basse e al primo incanto la base d'asta oscillava tra i 130.000 e i 140.000 euro per ogni appartamento. Poi, non riuscendo il curatore fallimentare a venderli, nei successivi incanti il prezzo si è notevolmente abbassato, fino alle quotazioni di oggi, che oscillano tra i 50.000 e i 60.000 euro. La voce si è ben presto sparsa tra gli addetti ai lavori ed è per questo che il curatore è stato costretto a chiedere al Tribunale il permesso di convocare gli acquirenti in un'aula del Palazzo di giustizia, visto che nel suo studio non sarebbero entrati.

Tra coloro che hanno presentato le offerte ci sono anche alcuni che attualmente occupano gli appartamenti (si dice 7 o 8) e che verosimilmente hanno tentato di riacquistarli per non trovarsi poi in mezzo alla strada. Ma ci sono anche alcuni rappresentanti di società immobiliari che hanno presentato offerte per quasi tutti i lotti. L'intento è chiaro: acquistare a un prezzo stracciato per poi rivendere al prezzo di mercato e realizzare un buon guadagno. Ogni offerente ha dovuto versare una cauzione pari al 10% della propria offerta, in genere assegni tra i 5.000 e i 6.000 euro. A fine serata le operazioni si sono concluse con la vendita di tutti gli appartamenti, un esito di cui il curatore Evaristo Ricci si è detto estremamente soddisfatto.

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