Il dolore
Acquisti anomali nei supermercati, l’ombra della camorra
In azione anche a Prato giovani campani che fanno incetta di prodotti in promozione nei supermercati: ipotesi riciclaggio
PRATO. Arrivano dalla Campania coi furgoni vuoti e se ne vanno coi furgoni pieni, stipati di pannolini, latte in polvere, superalcolici, basta che siano prodotti non deperibili e in promozione. Il fenomeno degli acquisti anomali nei supermercati è arrivato anche a Prato e c'è il sospetto che la merce sia pagata con denaro frutto di attività illecite, che sia insomma una forma di riciclaggio di denaro sporco.
La conferma, ufficiosa, arriva da Esselunga, ma anche in supermercati di altre catene si sono registrati episodi simili. Di cosa si tratta? Di acquisti per centinaia o migliaia di euro fatti utilizzando le carte Fidaty (per Esselunga) di prodotti in promozione. Ma questa non è la sola stranezza. A comprare sono esclusivamente uomini tra i 20 e i 30 anni con marcato accento napoletano che poi riempiono furgoni verosimilmente destinati al mercato campano.
Ne ha scritto lo scorso 15 novembre il Corriere della Sera in cronaca di Milano e martedì Repubblica in cronaca di Firenze, mentre Controradio ha raccolto la testimonianza di una commessa di Esselunga che ha parlato anche di minacce nei confronti di dipendenti del supermercato che si erano rifiutati di vendere quantità di prodotti superiori a quelle previste dalla carta Fidaty. «Stai attenta - avrebbero detto a una commessa - Sappiamo qual è il tuo scooter, quando ti trovo per strada di ammazzo, tanto per un investimento non vado in galera».
Il sostituto procuratore di Milano Maurizio Ascione, partendo dagli acquisti anomali nei supermercati lombardi, ha aperto un’inchiesta per riciclaggio ed estorsione facendo accertamenti su una trentina di persone, alcune delle quali avrebbero contatti con la camorra. L’ipotesi è che la merce acquistata sottocosto sia destinata a supermercati o farmacie compiacenti per realizzare un doppio guadagno: la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, e la ripulitura del denaro sporco. Al momento è solo un’ipotesi.
A Firenze e Prato, invece, non risultano inchieste aperte, ma il fenomeno, relativamente recente, sembra identico. Squadre di tre persone che si dividono i compiti: una si dedica ai prodotti per l’infanzia (latte in polvere, minestrine, omogeneizzati), un’altra ai generici non deperibili, la terza ai superalcolici. L’unica condizione è che siano in offerta. Il pagamento avviene sempre in contanti.
Tra i dipendenti Esselunga la voce si è sparsa velocemente ed è stata oggetto anche di segnalazioni al sindacato.«Si tratta di un fenomeno che coinvolge anche la nostra catena, a causa del sensibile differenziale di prezzo rispetto al mercato, e riguarda diverse merceologie - ha spiegato in una nota l’ufficio stampa di Esselunga - Per contrastare il fenomeno che rischia di penalizzare gli altri clienti, Esselunga mette in atto politiche controllate di vendita, con limitazione di possibili acquisti multipli. Apprendiamo con soddisfazione che il problema stia emergendo e sia al vaglio delle autorità competenti, anche a seguito delle nostre segnalazioni».
Pare che dopo i primi articoli di stampa i misteriosi giovani campani abbiano sospeso le loro attività, ma potrebbe essere solo una pausa. Loro del resto non rischiano niente: in caso di controllo su strada, sono semplici clienti che hanno fatto incetta di prodotti. E gli stessi supermercati non possono fare più di tanto, perché fino a prova contraria si tratta di clienti che pagano, magari un po’ troppo affezionati, ma pur sempre clienti.
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