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Prato

Maltempo: risarcimenti per 54 pratesi

Maltempo: risarcimenti per 54 pratesi

Le domande per i danni delle alluvioni 2014 e del vento 2015 sono scadute lo scorso settembre. Sei gli esclusi

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PRATO. Saranno 54 i pratesi risarciti per i danni dovuti alle alluvioni di gennaio-febbraio 2014 (che colpirono in particolare la zona di Castelnuovo) e alla tempesta di vento del 5 marzo 2015. Per ripagarli dalle spese sostenute per ripristinare i tetti, le scale, la cucina o l’impianto elettrico da Prato arriverà una richiesta al Governo di 272.624,47 euro. Sono i dati che emergono a quasi due mesi dalla scadenza del termine per presentare le domande di rimborso. C’era tempo fino al 29 settembre per richiedere il risarcimento: in totale sono state presentate 60 domande. «Pensavamo che avremmo avuto piu domande rispetto a quelle effettivamente inviate – spiega Sergio Brachi responsabile della Protezione Civile di Prato - Avevamo stimato che sarebbero state il 30% del totale delle schede di segnalazione, rispetto al 2015 invece sono state solo il 7%» (la richiesta di contributi era riservata ai cittadini che avevano già presentato in Comune la scheda di segnalazione danni al patrimonio abitativo).Sei le richieste non accettate a seguito dell'istruttoria. Tra gli esclusi c'è un nostro lettore (che preferisce restare anonimo) che ha speso oltre 6 mila euro per ripristinare il muretto e il cancello esterno dell’abitazione distrutto da un pino il 5 marzo del 2015. Ma la normativa per il rimborso parlo chiaro e nell'ordinanza 383 del Capo dipartimento della Protezione Civile si legge: “sono da ritenersi escluse le spese relative a pertinenze, ancorché distrutte o dichiarate inagibili, se si configurano come distinte unità strutturali rispetto all'unità strutturale in cui è ubicata l'abitazione, aree e fondi esterni all'immobile abitativo, beni mobili, fabbricati..” .

In altre parole tutto ciò che non riguarda l’abitazione stessa e il muretto esterno, così come il cancellino, sono altro rispetto all’immobile principale. Una spiegazione che il lettore e gli altri esclusi sono costretti a farsi andar bene seppur con l'amaro in bocca: «Non sarò rimasto senza il tetto ma per ricostruire ciò che quell’albero ha distrutto ho speso denaro e ho vissuto anche un disagio non da poco» - ha commentato il lettore. Tra l’altro quello che ha colpito la proprietà dell'uomo è stato l’unico albero caduto in tutta via Roma e più volte era stato più e più volte segnalato ad Asm (all’epoca) perché instabile e pericolante. Ma questa è un’altra storia, una storia a carte bollate già iniziata e che vede da una parte il lettore e dall’altra il Comune di Prato che dovrà dimostrare che quell’albero è caduto a causa del vento eccezionale del 5 marzo e che in nessun modo si sarebbe potuto evitare il danno che la proprietà ha subito. Tornando alle domande di risarcimento accolte, a questo punto non c’è che da attendere i tempi tecnici della Regione ma tutto fa sperare che la partita si chiuda entro l’anno. Anche perché ad inizio 2017 si aprirà quella per i rimborsi per danni ad edifici diversi da quelli privati: magazzini, negozi, attività industriali o commerciali che potranno contare su un budget piuttosto ampio alla luce delle contenute richieste dei privati: in totale, tramite la Regione Toscana, il Governo ha stanziato circa 5 milioni di euro per i risarcimenti a Prato: 18.950 euro per quelli causati dalle alluvioni; 4 milioni e 740 mila euro per le conseguenze della tempesta di vento.

Giulia Rafanelli

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