Lutto
Inchiesta sui "colletti bianchi", arrivano le prime ammissioni
Sentiti i dipendenti degli studi professionali coinvolti. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere invece i gestori di fatto delle aziende
PRATO. Continuano gli interrogatori tra coloro che sono coinvolti nell’inchiesta “colletti bianchi” che ha portato all’arresto di 15 persone indagandone 83 tra cui il consulente del lavoro Filippo Rosini , il commercialista Alberto Robbi e il socio Rongchang Zhong alias Jimmy.
I dipendenti degli studi professionali hanno risposto alle domande degli inquirenti confermando il sistema che ha portato a 111 perquisizioni e alle pesantissime accuse formulate: associazione per delinquere, truffa aggravata all’Inps, induzione alla falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, violazione alla normativa sul rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno, oltre alle violazioni della normativa in materia di immigrazione clandestina. Più nello specifico, i titolari ed alcuni dipendenti dei 2 studi professionali, alcuni dei quali di origine cinese, avvalendosi ciascuno della propria struttura organizzativa di consulenza, avrebbero posto in essere una attività di favoreggiamento alla permanenza, in condizioni di illegalità, di un elevatissimo numero di cittadini extracomunitari, soprattutto cinesi, sul territorio nazionale.
Alcune tra le persone sentite, hanno confermato agli inquirenti, i metodi per consentire di stare in piedi al sistema di ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno con la presentazione di documenti falsi. Si sono avvalsi invece della facoltà di non rispondere i gestori di fatto delle aziende coinvolte coordinata dai sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri con gli uomini della Finanza.
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