La manifestazione
Il Pecci nega una sala alla Cgil, ed è subito polemica
Prato, il sindacato aveva chiesto uno spazio per un incontro sul referendum ma gli è stato negato perché si trattava di un'iniziativa politica. "Ma perché allora alla Confindustria è stato concesso?". La replica: "Quella era un'assemblea di categoria"
PRATO. La Cgil di Prato bussa alla porta del Centro Pecci per chiedere ospitalità per un'iniziativa sul referendum ma ottiene una risposta negativa. Da qui il comunicato polemico inviato alla stampa. "Come Cgil Prato abbiamo fatto richiesta al Centro Pecci della Sala Meeting per un’iniziativa di dibattito fra le posizioni del Sì e quelle del No, relative al referendum di riforma costituzionale di dicembre. Attraverso una dipendente, dopo aver consultato il direttore, ci è stato risposto che il regolamento del museo alla voce sull’affidamento delle sale prevede che non si possono fare iniziative politiche.
In ottobre scorso, all’interno del Museo Pecci si è svolta in Sala Bianca, in mezzo all’opera d’arte “Quarantine” dell’artista Robert Kusmirowski, l’assemblea di Confindustria Toscana Nord. In quell’occasione, alla presenza del sottosegretario Luca Lotti, il presidente Boccia ha impostato tutto il suo intervento sul sostegno alla riforma. Il presidente locale di Confindustria Andrea Cavicchi intervenuto prima di Boccia, ha riportato una considerazione dell’artista secondo cui “la platea diveniva parte stessa dell’opera d’arte”.
La Sala Meeting richiesta dalla Cgil non è parte integrante della mostra, si trova all’ingresso e l’iniziativa proposta non pretendeva di essere “opera d’arte”, ma sicuramente si parla di politica, come se ne parla ad un’assemblea di Confindustria. Cosa significa “iniziative politiche” per il Centro Culturale Pecci? Cosa attribuiscono all’aggettivo “politico”?
Il direttore del Pecci, durante il rilancio del Centro, aveva sostenuto di cogliere il momento del restyling come rilancio per inserire questa sorta di astronave - vista sempre un po’ come oggetto e soggetto esterno - in un tessuto sociale locale, non solo come volano e sviluppo di questa città, ma anche come luogo di comunità, di aggregazione e dunque un punto di riferimento della polis.
In momenti come questi, dove cultura e politica vengono denigrate, dove quotidianamente diventano sinonimi dispregiativi, ci attendevamo una considerazione più alta e più paritetica dal Centro che ne dovrebbe rilanciare significati e contenuti".
In serata è arrivata la replica del Museo Pecci: "In riferimento al comunicato della Cgil sull'indisponibilità del Centro Pecci di concedere una sala del museo per un'iniziativa di dibattito fra le posizioni del Sì e quelle del No relative al referendum di riforma costituzionale - si legge in una nota - è opportuno fare alcune precisazioni: il Centro Pecci nel proprio regolamento interno ha deciso di inserire una clausola che non consente l'utilizzo degli spazi per iniziative a carattere politico. L'Assemblea di Confindustria Toscana Nord era un'assemblea di categoria e non un'iniziativa politica, tanto è vero che una parte dell'assemblea stessa si è tenuta a porte chiuse (e quindi non iniziativa politica pubblica). La sala Kusmirowski non è una "sala meeting", è parte integrante della mostra, non si trova all'ingresso ma al 1° piano (cioè "dentro" la Mostra)".
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