Il dolore
«Falda inquinata ma l’acqua è potabile»
Le rassicurazioni ai cittadini di Publiacqua e Comune di Prato 09rispetto ai risultati resi noti da Arpat
PRATO. Che la falda acquifera di Prato sia inquinata non è una novità. L'ultimo monitoraggio dell'Arpat ha riscontrato zone in cui il livello di inquinamento è più elevato. Sono stati rilevati solventi (percloroetilene) utilizzati per lo più dalle aziende tessili. Ma sia dall'amministrazione comunale sia da Publiacqua giunge la rassicurazione che l'acqua che arriva nelle nostre case è potabile. Questo perché viene prelevata dall'acquedotto dove l'acqua prima di giungere ai rubinetti è depurata, diverso il discorso per l'acqua proveniente dai pozzi privati dove non ci sono depurazioni. In questo caso l'allarme c'è e l'acqua non va bevuta. E il direttore dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana Andrea Poggi, spiega come vada fatta una valutazione anche sull'uso dell'acqua di pozzo per l'irrigazione dei campi di ortaggi. C'è chi ha pensato a qualche sversamento abusivo da parte di aziende tessili, ma sono supposizioni.
«Le tintorie - spiega l'assessore comunale all'ambiente Filippo Alessi - fanno un loro percorso per le acque industriali che devono essere depurate. Qualora ci fosse il caso di chi non effettua la depurazione saremmo in presenza di un grave reato ambientale». Alessi parla anche dei risultati dell'Arpat: «Il percloroetilene nella falda può essere vecchio anche di decenni - commenta l'assessore all'ambiente - Questa sostanza si sedimenta sul fondo, quando c'è l'innalzamento e l'abbassamento della falda viene trasportata e si possono registrare livelli di acqua dove la presenza dei solventi è maggiore. Ma il compito di Publiacqua è quello di monitorare costantemente l'acqua, inoltre negli impianti sono stati incrementati i filtri a carbone per depurare le acque dai solventi in questione».
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Anche da Publiacqua arrivano rassicurazioni per i pratesi, c'è uno studio sulla falda e sulla sua situazione anche in merito agli inquinanti. Lo studio, realizzato in collaborazione con l'università di Firenze e col Comune di Prato, verrà presentato a marzo 2017. L'azienda precisa che i controlli di Arpat sono effettuati sull''acqua grezza', cioè su quella non ancora trattata e che quando arriva ai rubinetti delle abitazioni è, dunque, potabile in seguito ai vari 'filtri'. I punti critici della falda per quanto riguarda la presenza di solventi sono stati riscontrati nelle aree di Capezzana e di San Giusto-Grignano.
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