Il Tirreno

Prato

il caso narnali

«Non c’è stata condivisione»

In una lettera i familiari degli anziani replicano a Comune e Asl

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PRATO. «Come familiari degli ospiti della Rsa Narnali- scrive Patrizia Meiattini -, che hanno cercato fin dall'inizio di questa vicenda un dialogo che portasse proprio a quella condivisione oggi tanto sbandierata da Asl e Comune, ci sentiamo in dovere di precisare che in quello che è accaduto nell'ultimo mese, non c'è stata né condivisione, né "libera" scelta, né strumentalizzazione. Non condivisione perché a noi è stata comunicata la decisione di chiusura al 31.12, senza possibilità di appello. Non"libera" scelta perché con la chiusura della struttura, doverne trovare una alternativa, è stata una necessità, non una volontà. Se i nostri cari si trovano in una Rsa è per un bisogno concreto e reale di assistenza continua, non per disinteresse della famiglia».

«Non strumentalizzazione - prosegue - perché dare a qualcuno la possibilità di esprimere il proprio pensiero, è un diritto sancito della nostra Costituzione, oltre a riconoscergli di essere ancora qualcosa di più di un contenitore vuoto. Sono inascoltabili per noi le espressioni di meraviglia e dispiacere emerse nella conferenza stampa di giovedì scorso. Perché in questa storia, se c'è qualcuno che ha diritto di essere dispiaciuto, questi sono i nonni e chi gli sta accanto, che si prende cura di loro, facendosi carico anche di questo ennesimo dispiacere. Stiano pure comodi i signori politici che a vario titolo e livello si sono affacciati in questa vicenda, senza assolutamente entrarne nel merito. Sapremo prenderci cura dei nostri cari anche stavolta. E ci dimenticheremo di loro ora, e quando saranno loro, ad avere bisogno del nostro sostegno».

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