Il Tirreno

Prato

«Al Rodari dibattito a senso unico»

Protestano i Giovani democratici: «Sul referendum esposte solo le ragioni del no»

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PRATO. La protesta dei Giovani democratici: «Nell’assemblea studetesta al Rodari sul referendum del 4 dicembre solo relatori a favore del “no”». E’ ccaduto sabato scorso. Fuori dai cancelli i Gd a svolgere atttività di volantinaggio a favore del “sì”, dentro l’avvocato Marco Barone, unico relatore dichiaratamente a favore della bocciatira della riforma costituzionale.«Quando i ragazzi sono usciti da scuola - scrivono in una nota di Gd - abbiamo chiesto loro un'impressione sull'assemblea e le loro risposte sono state sconcertanti. L'avvocato Barone, nonostante fosse stato chiamato per fornire un'analisi tecnica e super partes della riforma, ha fatto campagna aperta per il No, senza nessuno che potesse difendere le posizioni opposte. Emblematico il momento in cui l'avvocato ha raccontato ai ragazzi che con la Riforma non sarà superato il bicameralismo perfetto e che si andrà incontro a un "premierato"». L'idea di un'assemblea sul referendum è stata concepita dai rappresentanti d'istituto insieme a Giovani democratici. «Abbiamo proposto loro un format - proseguono - basato sul dibattito tra due forze politiche giovanili contrapposte, ovvero noi e Forza Italia Giovani. Questo format è stato rifiutato e ci è stato chiesto di trovare un giurista per il Sì entro tre giorni. Impossibilitati abbiamo scritto al preside, insieme a Forza Italia Giovani, chiedendo di poter partecipare all'assemblea per poter garantire la par condicio: questa richiesta è rimasta inascoltata e il risultato è stata un'assemblea schierata». «Vogliono essere ricordati così i sostenitori del “no” - aggiungono i Gd - Si fingono paladini di una democrazia dai contorni opachi, ma quando si tratta di metterla in pratica preferiscono percorrere vie ben diverse? Guardando al Rodari, la risposta pare scontata. Ma noi non vogliamo crederci, noi vogliamo dare l'opportunità a chi la pensa diversamente di dire la sua e di dibattere con noi». La prova, secondo i Giovani Democratici, sta nella lista delle prossime assemblee: «Rigorosamente sotto forma di dibattito - concludono - e di confronto tra idee diverse».

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