La manifestazione
La cittadella universitaria
Monash, New Haven, in futuro Wenzhou e forse anche Tel Aviv
PRATO. Un trittico. Composto da Pin, New Haven e Monash. Tre università che a Prato hanno trovato terreno fertile e che fra di loro nutrono stima e sono in piena armonia. Un capitolo importante per la città sotto tanti punti di vista e che ha tutte le carte in regole per proseguire sull'arrivo di nuove università straniere, prima fra tutte la Wenzhou universiy, con un accordo già siglato col Pin. E a fine novembre ci sarà l'arrivo di una delegazione della Shenkar university, l'ateneo israeliano di Ramt-Gan (Tel Aviv), specializzata nel tessile. C'è dunque interesse per Prato e la visita dell'università fa ben sperare. A luglio il sindaco Matteo Biffoni, durante una missione in Israele e Palestina, aveva incontrato i vertici dell'ateneo e insieme al primo cittadino c'era anche il direttore del Pin Enrico Banchelli. L'unica spina nel fianco, se così si può definire, nel mondo universitario pratese è l'assenza di alloggi per gli studenti. «E' una delle nostre priorità - sottolinea il sindaco Matteo Biffoni - Stiamo lavorando affinché la cosa si realizzi». Biffoni si dice più che contento dell'interesse che Prato suscita nelle università straniere. «Vedo che la città risponde bene ed ha le caratteristiche giuste - prosegue - Vicina a Firenze ma qui non c'è la confusione di una grande città». C'è poi un forte ritorno economico per la città a cominicare dalle camere dove i giovani alloggiano presso strutture ricettive visto che non esiste al momento una casa dello studente. E poi i vari pasti che consumano non solo alla mensa di via Magnolfi ma nei vari pub e locali del centro che hanno stipulato particolari convenzioni per gli alunni universitari. Ma c'è anche un ritorno culturale: la Monash e la New Haven organizzano le conversazioni fra stranieri e italiani, facendo così impare l'inglese a chi non lo sa e l'italiano ai ragazzi che arrivano dall'estero. E poi il conoscere le varie culture, usi, costumi, tradizioni fino a curiosità legate al cibo. La prima università a sbarcare a Prato è il Pin, correva l'anno 1992. Oggi è un vero e proprio fiore all'occhiello del mondo universitario. Due corsi di laurea di primo livello, un terzo anno di economia aziendale, e poi il Prosmart seguito del Progeas che si occupa dello spettacolo, dell'arte e del tessile. 1050 sono gli iscritti, il 70% dei quali frequenta la sede. «C'è un percorso consolidato - afferma il direttore del Pin Enrico Banchelli - La città è attiva e reattiva e siamo sostenuti da Prato. Ricordiamo i contributi che arrivano dal Comune, dalla Cariprato, dall'Unione industriale e quando c'era dalla Provincia. Si tratta di contributi ai corsi di laurea, ai laboratori di ricerca e per lavori per le imprese. Il corso Progeas lavora col Metastasio in sinergia con l'assessorato alla cultura. Quindi - prosegue Banchelli - tutti questi segnali forti stanno a significare che la città ci crede». Soddisfazione arriva per la recente apertura della mensa. «Prato - aggiunge Banchelli - vuole essere una città che attira gli studenti e le università straniere, la Wenzhou university ne è un esempio. Qui le potenzialità ci sono, penso ad esempio alla biblioteca Lazzerini luogo perfetto dove poter studiare. E le potenzialità le ha pure il centro storico che potrebbe accogliere gli alloggi per gli studenti, sarebbe importante che fossero nel cuore della città anche per una politica sociale. Fra noi, la Monash e la New Haven - termina Enrico Banchelli - non c'è nessuna competizione, anzi ci sono percorsi condivisi e se arriveranno altri soggetti proseguiremo su questa scia». Esprime soddisfazione Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio, per l'arrivo di una nuova università a Prato e per quanto riguarda l'ateneo israeliano spiega come questo sia un grande riconoscimento a Prato la cui potenzialità nel distretto tessile è aumentata. «Una nuova università - dice Giusti - la leggo come una dato altamente positivo in un territorio ricco di cultura e che viene trovato interessante. Siamo favorevolissimi a questo, non dimentichiamoci che Prato è la terza città del centro Italia e potrebbe diventare un vero e proprio polo universitario. Ma necessita di infrastrutture per gli studenti per offrire loro un'offerta completa».
Azelio Biagioni
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