Il Tirreno

Prato

«Con uno studentato sarebbe tutto perfetto»

«Con uno studentato sarebbe tutto perfetto»

Il direttore della New Haven, Kevin Murphy, si complimenta con le istituzioni «I nostri ragazzi sono ben integrati: c’è anche chi fa volontariato»

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PRATO. Rapporti ottimi con le istituzioni, a cominciare dall'amministrazione comunale. Parola di Kevin Murphy, direttore della New Haven, l'università americana. E' stato lui a volere il campus a Prato e nel 2012 il sogno diventa realtà. La sede del campus è in piazza San Francesco in quella che un tempo era la "Casa della giovane", un palazzo quindi in centro dove i ragazzi si trovano e bene e vivono a 360 gradi la città. «Siamo stati fortunati - commenta il direttore - nel palazzo c'erano già pronte alcune camere che abbiamo riadattato e che ora sono gli alloggi per i nostri studenti. Anche se non sempre riusciamo a coprire il numero di quanti arrivano con le camere disponibili e così i nostri studenti alloggiano nelle strutture cittadine in alcuni residence. In questo momento abbiamo 35 studenti che riusciamo a far dormire presso il nostro complesso dotato di una quarantina di posti letto, ma quando il numero sale siamo costretti a trovare altre strutture. Quello che ci vorrebbe è uno studentato anche condiviso come le altre università». Kevin Murphy sottolinea come gli studenti americani si trovino bene a Prato:«Una città demograficamente grande - spiega - ma il centro storico è quello di un paese. E' molto vivibile per i ragazzi e poi c'è la vicinanza con Firenze che è fondamentale». Le lezioni alla New Haven si tengono a semestri, poi ci sono i corsi estivi della durata di circa cinque settimane. Una delle materie (obbligatorie) è l'italiano dove si parla di cultura, cibo, storia dell'arte. «Quello a Prato - spiega il direttore della New Haven - è il programma del campus madre e a volte arrivano anche studenti con corsi diversi da quelli che teniamo, come criminologia. Inoltre per i corsi di chimica e biologia ci affianchiamo al Copernico dove i ragazzi possano usare le aule di laboratorio. Il costo di chi vuole venire a Prato è lo stesso di chi frequenta il campus madre». E intanto la New Haven aspetta un numero consistente di ragazzi che arriveranno a gennaio, si parla di circa 100 studenti. Gli alunni sono contenti dell'offerta culturale che trovano: «Inoltre a Prato - spiega Murphy - si sentono a casa, qui dicono di sentirsi sicuri perché fanno il paragone con grosse città americane dove la vita è diversa». Tante le attività che l'università porta avanti, come il torneo di calcetto all'oratorio di Sant'Anna, poi c'è l'uscita di gruppo alla scoperta di qualche località toscana e poi gli scambi di conversazioni presso la sede in piazza San Francesco o l'iniziativa del family dinners. «I nostri studenti - spiega Kevin Murphy - sono invitati a cena da qualche famiglia pratese e spesso mantengono rapporti di amicizia a distanza di anni e di chilometri. E poi i ragazzi che vengono da noi svolgono anche attività di volontariato presso alcuni enti».(a.b.)

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