Il Tirreno

Prato

Sono 3.520 le assunzioni di lavoratori dipendenti previste dalle imprese

Sono le industrie metalmeccaniche ed elettroniche a lamentare le maggiori difficoltà nel reperimento del personale. Ecco quali sono le figure richieste: solo il 5% riguarderà i laureati

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PRATO. Sono 3.520 le assunzioni di lavoratori dipendenti previste quest'anno dalle imprese della provincia di Prato, con un incremento del 7% rispetto al 2015 (erano 3.290) e con un netto miglioramento rispetto alle 2.420 previste nel 2014. E' quanto emerge dal Rapporto Excelsior sui programmi occupazionali delle imprese realizzato da Unioncamere. Dall'indagine emerge che il 18% delle imprese del territorio prevedono assunzioni, anche se si segnala un netto calo dei contratti a tempo indeterminato (45% nel 2015, 25% nel 2016) a causa della decontribuzione legata al jobs act.
"Da un punto di vista occupazionale i segnali sono positivi, c'è movimento - commenta Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato - Il mercato del lavoro è molto cambiato e si registra un gap tra la formazione che i giovani ricevono e le richieste delle aziende. Dobbiamo riuscire a intercettare i bisogni delle imprese e dare la possibilità ai ragazzi di avere una formazione sempre più attinente al settore in cui devono inserirsi. Anche se poi una certa dose di dinamismo è sempre la chiave vincente per riuscire a inserirsi".
Sono le industrie metalmeccaniche ed elettroniche a lamentare le maggiori difficoltà nel reperimento del personale: nel 44% dei casi lamentano una preparazione inadeguata degli aspiranti al posto di lavoro.
Ma quali saranno le professioni più richieste per il 2016? Operai semiqualificati di macchinari sono in testa, con la previsione di una richiesta di 720 unità. Seguono poi le professioni relative alla ristorazione e alla ricettività, con 420 unità. Al terzo posto il personale di vendita, con 360 assunzioni previste.
Circa il livello di istruzione e la formazione richiesta, solo il 5% delle assunzioni previste riguarderà laureati, mentre il 35% riguarderà diplomati. Il resto riguarda professioni che richiedono una qualifica particolare oppure che non richiedono formazione scolastica specifica.
Tra le competenze ai quali le imprese danno più importanza, indipendentemente dal settore, c'è la capacità di lavorare in gruppo (54%) e la capacità di comunicazione scritta e orale (53%).
 

 

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