Il Tirreno

Prato

Mandavano soldi in Cina: sequestri per 4,5 milioni di euro

Denaro contante in un money transfer (archivio)
◗
Denaro contante in un money transfer (archivio)

La guardia di finanza ha bloccato beni intestati a imprenditori cinesi di Firenze, Prato e Roma: erano loro i veri mittenti del denaro spedito da prestanome nel paese di origine

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno eseguito, nei giorni scorsi, un provvedimento di sequestro preventivo "per equivalente" nei confronti di 12 imprenditori di origine cinese residenti nelle province di Firenze, Prato e Roma. Sottoposti a sequestro 64 rapporti bancari, 11 immobili, 12 autoveicoli, contanti e quote societarie per un valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro.

Il provvedimento, emesso adesso dal Gup del Tribunale di Firenze Anna Liguori su proposta del sostituto procuratore  della Direzione Distrettuale Antimafia Giulio Monferini, costituisce lo sviluppo delle attività ispettive di natura economico-finanziaria avviate dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Firenze a seguito delle attività investigative (operazioni denominate “Cian Liu”, “Cian Ba” e “Cian Ba 2012”) eseguite tra il 2011 e 2012 che svelarono l’esistenza di un sodalizio criminale che, tramite alcuni “money trasfer”, provvedeva ad inviare nella Repubblica Popolare Cinese ingenti capitali di provenienza illecita, aggirando la normativa di settore. In particolare, il denaro contante trasferito all’estero era strumentalmente frazionato in tantissime tranche al fine di far figurare operazioni finanziarie di piccole entità al di sotto di 1.999 euro, soglia che all’epoca dei fatti non prevedeva la segnalazione alle Autorità finanziarie di controllo competenti. Gli intestatari delle operazioni risultavano, inoltre, essere persone fittizie ovvero soggetti inconsapevoli.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11643614:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/06/19/news/riciclaggio-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-297-1.11643614]]

Le successive attività di controllo fiscale hanno accertato i reali mittenti delle somme di denaro trasferite all’estero nonché la provenienza illecita, frutto di attività economiche non dichiarate. Le misure cautelari reali eseguite dalla Guardia di Finanza di Firenze sono state emesse sulla base delle verifiche fiscali eseguite sul conto dei 12 imprenditori cinesi che hanno portato anche alla loro denuncia per i reati tributari di infedele e/o omessa dichiarazione fiscale. Complessivamente, dall’inizio delle attività ispettive, intraprese nel 2011, ad oggi sono 50 le persone, tutte di origine cinese, denunziate all’autorità giudiziaria mentre i sequestri di beni ammontano ad oltre 15 milioni di euro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.8135461:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2013/11/18/news/money-transfer-di-quel-fiume-di-denaro-e-rimasto-solo-un-rivolo-1.8135461]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web